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"No Servitù", è il poster distribuito oggi dal quotidiano L'Unione Sarda, che chiede di ridiscutere la presenza dei militari nell'isola dopo l'ondata di indignazione, da parte dell'opinione pubblica in Sardegna, sui gravami dei poligoni e sull'utilizzo del territorio sardo.
L'iniziativa coincide con la giornata di mobilitazione delle istituzioni che vede questa mattina il governatore Francesco Pigliaru impegnato in un sopralluogo nel Poligono di Capo Frasca (Oristano) e questo pomeriggio il Consiglio regionale discutere, in seduta straordinaria, proprio sulle Servitù militari.
"Mettiamo prima la Sardegna", ha scritto il direttore del giornale, Anthony Muroni, per spiegare l'iniziativa del poster cui seguirà nei prossimi giorni la distribuzione nelle edicole anche di una bandiera per dire sempre "No Servitù". "Chiedere di ridiscutere le servitù non significa né essere antimilitaristi né venire meno al sentimento di solidarietà nazionale", ha precisato il direttore che si auspica reprocità di rapporti fra Regione e Stato, ed ha chiesto "al presidente Pigliaru di essere al fianco dei sardi che mostrano disagio". Per questo il giornale ha deciso di aderire anche alla manifestazione, che si terrà sabato prossimo, 13 settembre, organizzata da vari movimenti e associazioni, proprio davanti al Poligono di Capo Frasca dove il 4 settembre scorso durante una esercitazione, a cui hanno preso parte alcuni Tornado, si è innescato un incendio che ha interessato circa 30 ettari di macchia mediterranea.
Proprio per accertare "de visu" quanto accaduto la scorsa settimana a Capo Frasca, questa mattina il governatore Pigliaru ha deciso di effettuare un sopralluogo nell'area per addestramento militare aereo, e questo pomeriggio in Consiglio regionale riferirà sulla vicenda che ha fatto scattare numerose polemiche bipartisan e che porterà ad un infuocato dibattito in Aula.
M5Stelle al Senato. Il poster con la scritta "No servitù", distribuito oggi dal quotidiano L'Unione Sarda, è stato affisso oggi sulle finestre a Palazzo ex Beni Spagnoli, che attualmente ospita gli uffici studi di senatori e gruppi parlamentari (Movimento 5 Stelle e Lega). Lo riferisce il senatore Roberto Cotti, che fa parte della commissione Difesa del Senato, che ironizza sul fatto che l'affissione sia stata "un gioco da ragazzi". "Il ministro della Difesa Pinotti – dice – ordinerà un blitz della Folgore per rimuovere i manifesti "No Servitù" dalle finestre del palazzo senatoriale? Nel caso siamo pronti a difendere i cartelli a colpi di…cornetti e bombe, rigorosamente alla crema. Peace and Love".
Il parlamentare ricorda infine la manifestazione del 13 settembre a Capo Frasca, in Sardegna, "a sostegno della chiusura di tutte le servitù militari, per la bonifica e riconversione delle aree interessate da 60 anni di bombardamenti", in difesa di un'isola "ridotta a campo di libera e arrogante sperimentazione, in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata, anche da forze armate straniere, qualsiasi arma o tecnica di sterminio".
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