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"Purtroppo il Presidente Pigliaru conferma le nostre peggiori preoccupazioni e dopo la candida ammissione che ci sarebbero stati degli 'incontri informali' con il ministero della Difesa di cui nessuno è stato informato, ora si rimangia le richieste fatte solo qualche mese fa alla conferenza sulle servitù militari a Roma in cui chiedeva la dismissione delle basi di Capo Frasca e Teulada accontentandosi di una 'riduzione' degli ettari occupati dalle basi". Il segretario di ProgReS-Progetu Repùlica, Gianluca Collu, commenta così il sopralluogo e le dichiarazioni di oggi del presidente della regione, Francesco Pigliaru.
"Con questo atteggiamento – prosegue Collu – il presidente Pigliaru e la sua maggioranza dipendentista di fatto fanno il gioco degli interessi dello stato italiano, che potrebbe anche concedere una piccola riduzione degli ettari occupati in cambio del via libera a tutti i progetti della difesa, dai villaggi in stile mediorientale a Teulada alla mancata bonifica a terra e a mare di Capo Frasca e delle spiagge intorno a Capo Teulada, senza contare che la base di Quirra dovrà continuare ad ospitare tutte le peggiori sperimentazioni belliche".
Di fronte a questo governo "che di fatto rappresenta solo il 20% dei sardi – conclude Collu – l'unica possibilità della società e della politica sarda che ha a cuore gli interessi della Sardegna è aderire alla manifestazione del 13 Settembre a Capo Frasca, da cui verrà un segnale inequivocabile per la dismissione, le bonifiche e la riconversione economica di tutti i poligoni italiani in Sardegna".
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