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"Nessuno dei nuraghe è inserito nella campana di sgombero, cioè nell'area delle esercitazioni con munizionamento in cui arrivano i colpi". Lo ha assicurato il colonnello Sandro Branca nel corso della vista dei giornalisti al poligono di Capo Teulada rispondendo alle domande sulla polemica innescata dal deputato Mauro Pili con la scoperta di un missile incastrato tra le pietre della torre del nuraghe Maxinas.
"Quel frammento metallico non poteva essere lì – ha chiarito l'ufficiale – è vicino all'osservatorio da cui controlliamo le esercitazioni". L'Esercito ha fotografato tutti i nuraghe presenti nel poligono. "Ci sono state chieste informazioni in primavera nell'ambito di una riunione del Comitato misto paritetico per le servitù militari – ha spiegato Branca – Alcuni esponenti del Comipa sono entrati nel poligono ma si sono accontentati delle foto, senza visitare i nuraghe". Non solo: la stessa Soprintendenza, non avrebbe mai fatto un censimento dei manufatti.
"Bisogna capire se questi nuraghe hanno interesse storico e culturale, capire se sono tutti veri – ha detto ancora il colonnello – La Soprintendenza, dopo una conferenza dei servizi di tre anni fa, da giugno sta lavorando alla sistemazione della torre in cui si trova il nostro osservatorio e non ci ha chiesto nulla dei nuraghe". 

Uranio. A Teulada non è stato usato alcun munizionamento con uranio impoverito. Lo precisa il colonnello Sandro Branca, fino a pochi giorni fa a capo del poligono, rispondendo alle domante dei giornalisti in occasione della visita della stampa per l'avvio delle bonifiche.
"Noi riceviamo una scheda di sicurezza ambientale diramata dalla direzione nazionale degli armamenti terrestri in cui viene descritto come è composto ogni munizionamento – spiega l'alto ufficiale – In questa scheda viene specificato se è dannoso per l'uomo e l'ambiente. Quando risulta non dannoso viene autorizzato l'impiego. Chiunque si eserciti deve arrivare con questa scheda. Non c'è la possibilità che sia stato utilizzato nelle esercitazioni munizionamento di quel genere di cui noi non conosciamo la provenienza".
Il colonnello sottolinea poi che "all'intero di tutto il poligono per le esercitazioni è stato utilizzato materiale inerte. Solo nell'area interdetta è stato usato materiale esplodente, quindi c'è il rischio che sul terreno ci siano ordigni inesplosi".