La casa dello studente di via Roma non si vende. È il messaggio lanciato con uno striscione dall'interno della sede regionale dell'Ersu da un gruppo di studenti del Collettivo universitario autonomo.
"Un'occupazione simbolica – spiegano gli universitari – per porre al centro dell'attenzione la situazione e il destino della Casa dello studente di Via Roma, chiusa ormai da due anni".
La preoccupazione degli studenti? Temono che la struttura sia messa in vendita. Questa la principale ragione del blitz di questa mattina nel Corso Vittorio Emanuele. Seguita poi da un faccia a faccia con il presidente del Cda, Antonio Funedda all'esterno della sede. "Li ho rassicurati – spiega il numero uno dell'ente – i lavori sono in corso. Ci sono stati degli intoppi legati alle condizioni dell'edificio. Ma il nostro obiettivo è quello di rimetterlo al più presto a disposizione degli studenti".
Gli universitari sottolineano i problemi per gli studenti che cercano alloggio. "Assistiamo a un continuo definanziamento del welfare studentesco da parte della Regione – attacca il Collettivo – il numero degli idonei non beneficiari quest'anno arriverà a toccare il 47%, la casa dello studente di via Montesanto è attualmente chiusa, si registra una diminuzione dei posti alloggio dal 2012 di 126 posti".
Questione campus: "Non riteniamo sufficiente – continuano gli universitari – la promessa della costruzione del campus universitario in viale la Playa nel 2019: i posti che in teoria dovrebbero essere destinati saranno 1219. Un numero irrisorio rispetto ai 17.000 studenti fuori sede presenti a Cagliari, che a causa della mancanza di posti alloggio e fondi per le borse sono costretti scegliere tra delle soluzioni che in un modo o nell'altro influenzeranno i loro tempi di vita e di studio e allungheranno ulteriormente la loro carriera universitaria, tra lavori precari e malpagati e affitti che superano i 200 euro".







