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Francesca Ticca sarà confermata domani sera alla guida della Uil sarda durante la giornata conclusiva del Congresso regionale del sindacato. Per il segretario sarà il terzo mandato. "Continuiamo a rappresentare il lavoro, quello stabile e contrattualizzato – ha detto nella relazione di questo pomeriggio alla sala convegni dell'hotel Sighientu a Quartu -. Ci preoccupano, ma non ci impressionano, le provocazioni evidenti come quelle che riguardano l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori". Tutto questo in quadro che resta molto preoccupante e con molti record negativi. Ticca ha parlato di 80 mila posti di lavoro persi negli ultimi anni e di disoccupazione giovanile che aumenta, attestandosi oggi al 44,7 per cento. "Quello che non c'è in Sardegna – ha detto – prima di tutto è il lavoro, discontinuo e precario. Di qui la centralità delle politiche di difesa e di estensione dei diritti a tutti, in una visione di riforme e tutela del lavoro dove la strada della flessibilità sia accompagnata da sicurezze". Ticca ha parlato anche di contrattazione sociale: "Non parliamo – ha precisato – solo di aggiornare le vecchie regole, chiediamo un prototipo di contrattazione a misura dei problemi di oggi, con al centro non solo il tema della politica dei redditi, ma anche quello di un patto per il rilancio dello sviluppo e della competitività". La sua ricetta è una "piena e buona occupazione, che per la Uil significa formazione, innovazione, responsabilità, cambiamenti, sicurezza. Perché ancora si muore di lavoro". Parole anche di speranza, con un richiamo all'invito di Papa Francesco: "Dobbiamo far tornare a sognare i sardi – ha concluso – intercettando nuovi investimenti in grado di vincere la sfida dell'innovazione e della competitività. Rilanciando anche altre attività, comprese quelle agropastorale e delle produzione ecologiche".