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Aumento record delle esportazioni di Pecorino romano e Fiore sardo che nel secondo trimestre del 2014 hanno registrato in media un +19%. E' quanto emerge da un'analisi condotta dalla Coldiretti sull'apprezzamento del cibo italiano all'estero.
In particolare il Pecorino romano nel mercato nazionale ha segnato un incremento del prezzo del 47,7% rispetto al secondo semestre 2013 e del 14,4% rispetto al primo trimestre 2014, passando rispettivamente da 5,70 euro al kg e 7,36 euro al kg a 8,42 euro/kg. Nel mercato estero la variazione è stata più contenuta con un +29,1% rispetto al 2013 (quando il prezzo si era attestato a 5,90 euro/kg) e un + 5,1% rispetto alla prima parte di quest'anno (7,25 euro al kg) arrivando a toccare i 7,62 euro/kg. Per il Fiore sardo si registra un aumento del 6,9% rispetto al 2013 e del 7,4% rispetto al primo trimestre 2014, cioè da 8,65 euro al kg e 8,62 euro al kg sino ad arrivare ai 9,25 euro/kg del secondo trimestre 2014.
Secondo Coldiretti è un anno da ricordare per i pecorini sardi che oltre alle esportazioni continuano a registrare una spinta verso l'alto nel prezzo per effetto di una minore disponibilità di prodotto: il Romano negli ultimi tre anni ha registrato un +175% superando il Grana padano.
"Un momento positivo che va condiviso su tutta la filiera – è il commento del presidente di Coldiretti, Battista Cualbu -. Ad un aumento del 30% del Pecorino romano nell'ultimo anno è corrisposto un 20% in più per il prezzo del latte (da 0,70 al litro a 0,85 al litro con un aumento del 22,1%, ndr). Una media più bassa che certifica che all'interno della filiera ci sono dei trasformatori che giocano a fare i furbi, continuando nel vecchio sistema di privatizzare gli utili e socializzare i debiti sulle spalle dei pastori".
Secondo Coldiretti "in fasi positive come quelle che stiamo attraversando si deve programmare il futuro e strutturare il mercato, per evitare nuovi fasi buie o comunque saperle governare. E' improponibile aspettare che siano gli eventi come la blue tongue a fare da gestore del nostro prodotto principe, perché si rischia di rimanerne travolti". Per questo il direttore Luca Saba rilancia il tavolo di filiera ovicaprina: "E' necessario che tutti gli attori si impegnino sotto la regia della Regione in un percorso di regolazione dell'offerta del Romano, che fissi i quantitativi di formaggio prodotti e, al contempo, garantisca un prezzo stabile e giusto per il latte ovino. E' necessario farlo oggi prima che, sulla scia delle alte quotazioni il Romano vada in sovrapproduzione".