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"La Regione non deve fare il becchino e accompagnare il feretro in cimitero, ma deve reagire a tutela del diritto dei sardi di spostarsi liberamente e a tutela dello sviluppo economico dell'Isola". Lo afferma Mirko Idili, della Cisl Gallura, parlando della situazione di crisi che sta attraversando Meridiana, il cui piano industriale presentato ieri al Ministero del Lavoro, alla presenza della Regione Sardegna e dei sindacati, ha confermato i 1.634 licenziamenti.

"La Regione non deve reperire risorse per gli ammortizzatori sociali, ma dovrebbe svolgere un ruolo forte e di pressione nei confronti dell'azienda – prosegue il sindacalista – pretendendo la non dismissione della compagnia a favore di Air Italy, anche attraverso la messa in discussione del monopolio che Meridiana ha da 50 anni sulla gestione dell'aeroporto Costa Smeralda.

L'azienda dovrebbe iniziare a fare una politica commerciale seria e non esuberi strutturali creati ad arte, penalizzando Meridiana a favore di Air Italy".

Sono preoccupati i sindacati, che annunciano per domani una grande assemblea generale aperta a tutti. Sono preoccupati, naturalmente, anche i lavoratori, che proseguono il presidio permanente negli aeroporti di Olbia e Cagliari. "Se le intenzioni della società rimanessero quelle illustrate ieri – spiega Sandro Spano, dell'Associazioni Piloti Apm – la sede di Cagliari chiuderebbe e in Sardegna resterebbero solo due velivoli, di stanza a Olbia, quindi considerando quattro equipaggi a velivolo (due piloti e quattro assistenti di volo ad equipaggio), ci troveremmo ad avere nell'isola 16 piloti e 32 assistenti di volo. Se questi sono i presupposti per instaurare una trattativa, stiamo partendo male. Quello di ieri non lo possiamo considerare il Piano industriale di Meridiana, ma di Air Italy. Siamo comunque aperti al confronto, però o si presenta un piano di recupero o a Roma si sta perdendo solo tempo", conclude Spano.