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Hanno deciso di scendere in piazza e protestare davanti alla ex Caserma Mura di Macomer i rappresentanti dei circa 50 Comitati che si battono contro la costruzione del nuovo inceneritore di Tossilo, fra cui "Non Bruciamoci il futuro", i Comitati sardi in rete, il Fronte Indipendentista Unidu. La manifestazione in contemporanea con la presentazione dello studio di impatto ambientale per la realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo, commissionata lo scorso anno dal Consorzio Industriale agli uffici regionali.
 

Lo studio, infatti, entra ora nella fase dell'evidenza pubblica, durante la quale potranno essere sollevate obiezioni e presentate osservazioni al progetto. E di obiezioni e osservazioni ne saranno presentate molte da ambientalisti e cittadini che si sono dati appuntamento oggi a Macomer. Gli interventi dei Comitati contro l'inceneritore sono previsti nel fine mattinata e nel pomeriggio. Particolarmente atteso, per la qualità dell'eco-sistema della zona, quanto dirà il dottor Vincenzo Migaleddu dei "Medici per l'ambiente".

Sono arrivati a Macomer da tutta la Sardegna per dire "no" al nuovo inceneritore di Tossilo. E nell'ex caserma Mura, dove si è tenuta la presentazione dello studio d'impatto ambientale per l'inceneritore – commissionata lo scorso anno dal Consorzio Industriale agli uffici regionali – i rappresentanti dei movimenti sono intervenuti uno dopo l'altro per presentare obiezioni e osservazioni ai dirigenti del Consorzio industriale e della Regione.
Lo studio sostiene che il nuovo inceneritore non sarà causa di inquinamento e che le emissioni saranno mantenute entro i limiti di legge. "E' invece molto approssimativo e non dà risposte precise alle problematiche sanitarie e ambientali – ha ribattuto Franca Battelli del comitato "Non bruciamoci il futuro" di Macomer – non risolve il problema della gestione dei rifiuti che residuano, come ceneri e polveri tossiche, è antieconomico e rischia di vanificare la raccolta differenziata.
Chiediamo al servizio regionale che dia parere negativo al progetto".
"E' anacronistico – le ha fatto eco Vincenzo Migaleddu dei Medici per l'ambiente – pensare allo smaltimento dei rifiuti in questo modo quando esistono normative a livello europeo, dove si privilegia il riciclo, rispetto al recupero energetico sottoforma di energia elettrica. Devono sapere che entro il 2020 a livello europeo tutti gli inceneritori chiuderanno".
Anche le associazioni politiche Gentes e Comunidades per Sardegna Possibile hanno aderito al sit-in di oggi. "E' l'ennesima servitù imposta ai cittadini sardi che pagheremo con circa 50 milioni di euro di soldi pubblici, con le bollette, le tasse sui rifiuti e la salute delle persone che vivono in quel territorio: studi scientifici internazionali dimostrano come le emissioni di ceneri e fumi prodotte sono causa di patologie letali per l'uomo", hanno detto.