Dopo il no del Festival di Roma il film documentario su Enzo Tortora di Ambrogio Crespi è sbarcato in Sardegna per "Florinas in giallo", in occasione del Festival nel piccolo centro sassarese. "E' un'ulteriore occasione per mantenere viva la memoria e la storia di un uomo, diventato un simbolo della mala giustizia" ha detto il regista del docufilm "Enzo Tortora – una ferita italiana" alla serata inaugurale della rassegna dedicata al tema "L'Italia rubata – La mala giustizia", alla quale partecipano anche il deputato Pd Michele Anzaldi e il giornalista Alberto Urgu. "Il film con questo ulteriore tributo – ha spiegato Crespi – raggiunge le oltre 40 proiezioni in Italia e all'estero decretando che sul caso Tortora c'è ancora fame di conoscenza e di studio. Tortora con la sua storia ha mostrato come una vita e una famiglia possano essere distrutte in pochi minuti e come, l'ombra del sospetto, anche per chi da quella vicenda ne uscì assolto, rimanga un marchio di infamia indelebile". "La mia intenzione – ha aggiunto il regista – è quella di raccontare un caso giudiziario e al contempo far riflettere. Ho voluto proprio raccontare questo. Un caso, un esempio di vita distrutta che potrebbe essere simile a molte persone che ancora oggi non hanno voce per gridare la propria innocenza. Ogni volta che viene proiettato il docufilm sento che le coscienze si smuovono. 'Enzo Tortora – una ferita italiana' – ha concluso Crespi – vuole proprio fare questo: sensibilizzare affinché una mala giustizia lasci il posto ad una buona giustizia".
A “Florinas in giallo” il film su Tortora “Una ferita italiana”







