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La Dinamo Banco di Sardegna Sassari si presenta ai nastri di partenza del campionato italiano di basket con il ruolo di "anti Milano". La vittoria nella Supercoppa di Lega, la prima nella storia della società sassarese, ma anche il successo diretto contro l'EA7 Armani Jeans Milano, il primo al Palaserradimigni, hanno ufficialmente costretto la formazione del presidente Stefano Sardara a gettare la maschera.
Il coach Meo Sacchetti cerca di tenere sotto controllo un ambiente euforico e, soprattutto, i suoi giocatori. Invita tutti a mantenere la calma e la concentrazione, e continua a dire che il prossimo obiettivo della Dinamo deve essere la partita di domenica con Bologna, la prima di campionato. Proprio come una settimana fa, vigilia di Supercoppa, quando diceva di pensare solo alla semifinale con Roma, che alla partita successiva, eventualmente, ci avrebbe pensato dopo.
Sacchetti tenta così di levare pressione da una squadra che per moltissimi addetti ai lavori può davvero giocarsi qualche chance per la vittoria finale del campionato e togliersi qualche bella soddisfazione anche in Eurolega, la prima nella storia della Dinamo, anche in questo caso. Chiuso lo straordinario ciclo che ha avuto per protagonisti assoluti i cugini Travis e Drake Diener, che sono andati via da Sassari per ragioni differenti ma che hanno lasciato un segno che apparterrà per sempre alla memoria degli appassionati sardi di basket, il Banco apre un altro ciclo. Parte su basi tanto solide da sembrare sempre lo stesso, in verità, perché la società è sempre quella, dal presidente Sardara ai suoi più stretti e affiatati consiglieri, come Gianmario Dettori, Federico Pasquini e Luigi Peruzzu. E c'è sempre Meo Sacchetti, pronto a dirigere un'orchestra che avrà anche cambiato i suoi solisti, ma è fatta apposta per interpretare al meglio lo spartito preferito del maestro.
Ci sono gli italiani, ormai tutti sassaresi d'adozione, dal capitano Manuel Vanuzzo a Jack Devecchi, da Bryan Sacchetti a Massimo Chessa, che a Sassari è nato ed è anche esploso cestisticamente. A loro si aggiunge Marco Cusin, che per caratteristiche tecniche e mentalità sembra essersi già calato perfettamente nel clima della nuova "Basket City" italiana. E poi c'è un gruppo di stranieri di belle speranze, che hanno scelto Sassari, che ormai in giro per l'Europa significa una società sana, una città impazzita di basket e una squadra dalle grandissime ambizioni.
Domani arriva Bologna, è la prima di campionato. L'anno scorso, stesso avversario ma a campo invertito, fu un brutto inizio. Forse questo è l'unico motivo per cui Sacchetti potrebbe aver ragione a dire che bisogna pensare solo a questa partita.
Per il resto la Dinamo si presenta all'inizio della stagione come "anti Milano". Sognando altre prime volte nella sua storia.