|
Tra qualche giorno le due statue rinvenute le settimane scorse dal sito archeologico di Mont'e Prama saranno trasportate in tutta sicurezza nel Museo Archeologico di Cabras, dove verranno sottoposte ad un accurato restauro sotto la direzione della Soprintendenza. Lo conferma il ministero di Beni Culturali e Turismo precisando che "verrà adottata la formula del restauro aperto, così da favorire la libera visione dei lavori a scolaresche e a studiosi. Le risorse con le quali si effettueranno gli interventi di pulitura, si sottolinea, "sono frutto di un generoso atto di liberalità". Il ministero annuncia inoltre che "a breve inizierà la nuova campagna di scavi diretta dalla Soprintendenza Archeologica e anch'essa sarà accessibile periodicamente, nel rispetto dei parametri di sicurezza, a studiosi e archeologi". Il Mibact, assicura la nota del Collegio Romano, assieme ai carabinieri del Comando di tutela, gli enti locali e alle forze dell'ordine, "continuerà a tutelare e proteggere con interventi diretti questo straordinario patrimonio che appartiene non solo alla comunità locale, ma all'intero Paese".
Il Ministero fa infine sapere "che è stato rafforzato il presidio di vigilanza sugli scavi di Mont'e Prama, poiché Il sito archeologico si trova in aperta campagna e l'unica forma di controllo veramente efficace è la vigilanza mediante un presidio attualmente garantito dall'Università di Sassari, finora titolare degli scavi, con il costante controllo dei Carabinieri e il coinvolgimento del Nucleo di tutela del patrimonio culturale. Il presidio di vigilanza ha impedito l'accesso a persone non autorizzate".
Cappellacci. "La Sardegna deve essere protagonista, non spettatrice, di un percorso straordinario ed epocale per la nostra isola. Per questo invitiamo la Giunta ad esercitare il ruolo assegnato alla Regione dal protocollo che abbiamo firmato nel 2011",lo ha dichiarato il consigliere di Fi e già presidente della Regione, Ugo Cappellacci.
"L'atto siglato – ha proseguito Cappellacci – prevede una cabina di regia permanente in cui la Regione ha voce per intervenire sia sulle iniziative nel nostro territorio sia in quelle in campo nazionale ed internazionale. Il protocollo prevede che uno dei poli del 'Sistema Museale Mont'e Prama' sia costituito proprio dall'area archeologica in cui è avvenuto il rinvenimento per offrire la possibilità di raccontare ai visitatori la scoperta. È l'esatto contrario di quanto accaduto quando qualcuno dal Ministero ha pensato di imporre una cappa di silenzio sui nuovi ritrovamenti. Anche in questo caso l'inversione di rotta dovuta solo alle nostre contestazioni e seguita da provvedimenti improvvisati, che denotano la mancanza della giusta attenzione, rappresenta un ulteriore segnale della necessità di un intervento diretto della Regione. Non vorremmo che un'iniziativa di altissimo valore e di livello mondiale venisse pregiudicata per ragioni di bassa politica e del tentativo di mettervi sopra un cappello sopra. Non si spiega altrimenti il tentativo di relegare in un angolo le Università di Cagliari e di Sassari, che finora hanno risolto un ruolo fondamentale, per concentrare ogni iniziativa nelle mani della burocrazia romana. Inoltre l'intervento di un'impresa dell'Emilia Romagna stride con l'idea che il ritrovamento dei Giganti possa essere produttivo di posti di lavoro per i sardi.
Insomma ci sono tutti i presupposti per un intervento deciso della Regione". |
|
|