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Resta in carcere Ilenia Oggiano, la 35enne cagliaritana accusata dell'omicidio di una 84enne, Teodolinda Capitani, venerdì a Bologna. Lo ha deciso il Gip Alberto Ziroldi: pur non convalidando il fermo, ha disposto la custodia cautelare per il rischio di reiterazione. La donna (assistita dall'avv. Gianluca Belluomini) ha confermato la confessione e il movente: avrebbe agito perché la pensionata da cui lavorava da alcune settimane non la voleva assumere come collaboratrice domestica.

Il fermo emesso venerdì dal Pm Beatrice Ronchi non è stato convalidato, secondo quanto appreso, perché ritenuto non sussistente il pericolo di fuga. La donna risponde di omicidio aggravato dai futili motivi e dall'abuso di relazioni domestiche. Era stata la stessa Oggiano a chiamare i soccorsi, dopo essere uscita dall'appartamento dell'anziana, in via Borgatti, riferendo di una discussione e dicendo che la pensionata era caduta in terra. 

Il giallo. Nell'omicidio apparentemente con poche ombre di Teodolinda Capitani, rimane un giallo legato alla chiusura a chiave della porta dell'appartamento in via Borgatti. L'impressione è che gli inquirenti risentiranno a breve l'indagata perché ritengono necessario approfondire proprio il momento in cui la donna ha lasciato l'appartamento, dopo aver ucciso la vittima e prima di chiamare lei stessa i soccorsi.

"Sicuramente – ha detto il procuratore aggiunto portavoce della Procura, Valter Giovannini – verrà risentita dalla Pm Beatrice Ronchi perché a distanza di alcuni giorni potrebbe aver migliorato il proprio ricordo dei fatti".

Gli investigatori, infatti, hanno motivo di ritenere che la porta sia stata chiusa con delle mandate di chiave e così è stata trovata all'arrivo dei carabinieri. Sul punto, però, nell'interrogatorio la 35enne sarda ha ripetuto con sicurezza di essersi tirata dietro la porta. Inoltre non è stata trovata in possesso di chiavi, mentre i due mazzi di cui si sapeva l'esistenza sono stati recuperati. E' da sciogliere il dubbio su chi abbia chiuso la porta a chiave.