Secondo la procura, il padre della sequestrata sarebbe stato costretto a scrivere una falsa lettera liberatoria nella quale si affermava che la procura distrettuale di Cagliari aveva autorizzato il pagamento del riscatto. Da qui l'accusa di calunnia nei confronti dei magistrati di Cagliari Carlo Piana e Mauro Mura. La Procura non fece appello contro la sentenza del Tribunale, appellata però da Grauso che aveva rinunciato alla prescrizione (per lo stesso reato erano stati condannati Liori e Garau usufruendo della prescrizione). In primo grado l'accusa principale era quella di estorsione perché, secondo i pm, Grauso e gli altri imputati, che avrebbero fatto da mediatori tra i sequestratori e la famiglia Melis, si sarebbero intascati il miliardo che l'imprenditore aveva consegnato per la liberazione della figlia.
Il dibattimento, cominciato più volte per il rinnovo dei giudici del collegio che lo hanno celebrato, è durato, tra primo e secondo grado, 14 anni.
Uncategorized Sequestro Silvia Melis: non calunniò i pm, Grauso assolto
Sequestro Silvia Melis: non calunniò i pm, Grauso assolto







