Sa Coa e sa mela, su Romanzesu e Serralò. Zone della Sardegna ricche di nuraghi ii grave pericolo a causa dell'aggressione della flora di alto fusto e arbustiva. E ora il sito Nurnet elenca i casi a rischio scrive alle Soprintendenze sarde affinché intervengano rapidamente.
In primis il nuraghe Erimanzanu a Esporlatu dove una grossa quercia ha ormai invaso l'incavo superiore e pressa sulle murature superiori del monumento. Le murature già adesso sono fuori dal loro piano storico e al limite della rovina e secondo il responsabile del sito Antonello Gregorini, “vi sono enormi probabilità che una tempesta di vento possa produrre l'irreparabile, rovesciando la pianta e demolendo buona parte delle murature e lesionando la parte residua- Gli altri: a Macomer situazione molto simile per il nuraghe " Sa coa 'e sa mela ", a Uri Su vezzu 'e sos padres, Su Cuttu; Sa multizza e Billianu Pinna.
Il nuraghe della Giorba ad Alghero non esiste più completamente distrutto da agavi nel giro di 15 anni.
Mentre nel tempio di "Su Romanzesu” a Bitti, un albero minaccia la stabilità dell'edificio: “un semplice agronomo”, prosegue Gregorini, “ ha suggerito (in quel caso) basterebbe potare più spesso i rami e l'albero non cresce più. Certo che se sono solo le fronde a sfiorare le pareti e le radici non si sono infiltrate sotto le pareti”.
A Illorai la vegetazione nel tempo ha prodotto danni irreparabili al nuraghe Serralò.






