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Il sì di Simone e Mauro è stato tra le rare cose poco sincere dell’evento, assieme al sacerdote, alle alte autorità religiose e al sindaco con la scorta. Ma per il resto, inviti, invitati, abiti, cerimonia con canti e balli, menù, ricevimento, torta nuziale, taglio della cravatta, regali e bomboniere, sono apparsi più che convincenti agli occhi dei 250 partecipanti di “Sa coja day”, il matrimonio finto, anzi la canzonatura delle “nozze di paese”, che ha animato ieri il pomeriggio di Serrenti. Ieri in festa per l’occasione. Anche per salutare favorevolmente un’iniziativa che, oltre al divertimento, ha portato 4 mila e 800 euro di quote di partecipazione nelle tasche dei commercianti del paese. L’idea nasce due anni fa, “durante l’uscita di un gruppo di amici il sabato notte di chiacchiere e vaneggi”, racconta Giuseppe Cabua, uno degli organizzatori, “nei paesi si è spesso sentito il clacson della processione del matrimonio e la domanda che ci accomuna è una: chi s'è coiau?” Da qui io, Daniele, Ugo, Alessandro, Marcello e Stefano abbiamo deciso di organizzare un finto matrimonio”. Decisivo l’aiuto della Pro loco della zona. Duecentoventi (la cifra dei posti a disposizione nel locale, messo a disposizione da un privato cittadino in località Mont’e Crabu) gli invitati: i primi che hanno pagato la quota di 20 euro necessaria per la partecipazione. E dopo tanta attesa il gran giorno: ieri alle 16, nel finto nuraghe in località Su pesu, il sì di Simone e Mauro (quest’ultimo avvolto in un candido abito bianco, perché nessuna ragazza, spiegano gli organizzatori, ha avuto l’audacia di recitare la parte della “sposa per finta”) davanti al falso sacerdote. E alla fine della cerimonia, dopo canti e balli anche poco tradizionali, corteo in paese (con tanto di 20 aratzie, i piatti da rompere di buon augurio) e corsa fino al locale. Dove li attendeva un menu con l’intramontabile porchetto, cucinato da un cuoco professionista, vino a volontà, dolcetti e torta nuziale realizzata da una casalinga serrentese. Tanti i regali per gli sposi (tra i quali spiccano gli utilissimi imbuto e “cardiga”) e alla fine ecco le bomboniere: spilla con tulle, confetto e biglietto con data delle nozze. Difficile pensare ad una prima notte romantica e a una luna di miele esotica. Più facile, invece, ipotizzare un Sa Coja day bis? “Molto probabile”, risponde sicuro Cabua; “visto il gran successo”. |







