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Arriva il ruolo unico per i dipendenti della Regione, enti, agenzie, aziende istituti regionali e Corpo Forestale, anche se resta sempre fuori da questo comparto unico il personale del Consiglio regionale. Nel contempo arriva la valutazione delle performance dei dirigenti per obiettivi che, a partire dal 2015, sarà annuale, graduata sulla responsabilità degli incarichi e in base alla verifica dei risultati raggiunti. Su questa base verranno attribuiti o meno le retribuzioni di risultato che non saranno più dati in maniera indifferenziata o in base ad automatismi. Sarà la Giunta a stabilire i criteri per il raggiungimento degli obiettivi. E' quanto prevedono i primi due articoli della Riforma della Regione in discussione in Consiglio (il secondo articolo è stato sostituito integralmente da un emendamento sostitutivo totale della maggioranza).
La valutazione dei risultati dei dirigenti di vertice saranno svolte da un organismo unico, indipendente ed esterno che esprimerà una propria proposta alla Giunta o al competente organo dei singoli enti e agenzie. Nel frattempo è stata confermata la volontà della Giunta e centrosinistra di ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle singole forze politiche, mentre restano quelli concordati in maggioranza, con la firma di tutti i capigruppo. Al termine dell'esame della legge – previsto per questa sera – il centrosinistra presenterà un ordine del giorno che impegna l'esecutivo regionale a presentare entro breve tempo un disegno di legge che tratti la materia del personale della Regione, recependo gli emendamenti della maggioranza ritirati in Aula. 

All'interno degli assessorati e della presidenza della Giunta il tetto massimo per le direzioni generali è fissato in 24 (sette, cioè il 30%, per la sola presidenza), un numero che conferma la situazione attuale. La novità che arriva dalla legge di riforma della Regione riguarda, invece, la delegificazione dell'istituzione, modifica e soppressione delle stesse direzioni generali, che oggi potrà passare attraverso una delibera dell'esecutivo e un decreto del presidente della Regione. Via amministrativa anche per la modifica dei servizi (con decreto dell'assessore delle Riforme) e delle articolazioni organizzative di livello (determina del direttore generale).
Per l'organizzazione interna degli uffici, l'affidamento degli incarichi di coordinamento non dirigenziali e per definire la pianta organica, il fabbisogno formativo e la gestione delle risorse umane, nasce la banca dati delle competenze di tutto il personale regionale nella quale confluiscono – on line e in rete – tutti i curricula dei dipendenti.