L'ex presidente del Bologna Calcio Sergio Porcedda è stato condannato a due mesi e 20 giorni, convertiti in una pena pecuniaria di 35 mila euro, dal giudice monocratico del tribunale bolognese. L'immobiliarista sardo, che nell'estate 2010 acquisì l'80% delle quote del club, poi cedute a fine anno, era imputato per appropriazione indebita: sotto accusa c'era un bonifico da tre milioni, trasferiti a luglio 2010 dalle casse del club ad una società riconducibile all'imprenditore. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini aveva chiesto per Porcedda, mai presente in aula, una condanna a due anni e quattro mesi. Ma il giudice Sandro Pecorella ha giudicato come appropriazione indebita, e per questo ha condannato Porcedda, solo 30mila euro, non transitati attraverso conti di società del gruppo. Ha invece assolto l'immobiliarista per tutto il resto della somma contestata. Il Bologna non si era costituito parte civile. I tre milioni erano rientrati nelle casse sociali quando il club fu rilevato dalla cordata messa in piedi da Giovanni Consorte.
"Aspettiamo le motivazioni e valuteremo se fare appello", ha detto il procuratore aggiunto Giovannini.







