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Più risorse per i risarcimenti dei danni provocati dalla fauna selvatica e un piano per ridurre il numero degli animali nocivi. Sono le richieste della Coldiretti di Oristano per far fronte a un fenomeno, quello dei danni provocati appunto dalla fauna selvatica, che sta provocando danni enormi all'agricoltura oristanese.

Cinghiali negli erbai e tra le coltivazioni cerealicole, cormorani in mare, gabbiani e cornacchie sui campi di angurie e di meloni e ora anche le nutrie, che oltre a devastare coltivazioni ortive e in serra, mettono a rischio anche la stabilità degli argini, dove scavano le proprie tane.

"Il problema non è più rinviabile" ha detto il presidente provinciale di Coldiretti, Giuseppe Casu, che chiede subito un incontro con la Provincia e gli assessorati regionali dell'Ambiente e dell'Agricoltura. Molti agricoltori, sostiene la Coldiretti, non denunciano neanche più i danni perché scoraggiati dalla complessità della procedura e dalla limitatezza delle risorse a disposizione. I danni provocati dalle nutrie, che sono equiparate ai topi, invece non sono neppure coperti dagli indennizzi.