pili-contro-il-governo-and-quot-in-un-mese-tagli-per-870-milioni-and-quot

"Il Senato conferma il furto di Stato alla Sardegna. E nel giro di un mese spariscono dalle casse della Regione ben 878 milioni di euro: 388 tagliati dalla legge di stabilità e 470 tagliati dal fondo di coesione nel famigerato decreto dei petrolieri del mese scorso". Lo afferma il deputato di Unidos Mauro Pili che parla di "trucchi di Stato per nascondere i fatti". L'ex governatore accusa la Regione di dire "bugie" e sottolinea che tutti i provvedimenti sono stati "votati dai parlamentari sardi di maggioranza". Non solo, ma accusa che tutto questo è "l'ennesima dimostrazione della strategia del governo Renzi messa in atto con la complicità di Pigliaru e compagni: accettano un taglio di mille e poi gridano alla vittoria quando lo Stato gli restituisce cento. Si tratta del maledetto gioco delle tre carte che sta mettendo in ginocchio la Sardegna, i comuni e le imprese". Per Pili "i tagli contenuti nella legge di stabilità sono illegittimi sotto ogni punto di vista. Prima di tutto perché sono in violazione dello Statuto e poi perché le somme vengono trattenute dallo Stato indebitamente soprattutto dopo che la Corte Costituzionale aveva censurato duramente l'accantonamento previsto nel comma 402. Un vero e proprio sequestro di risorse senza che la regione abbia mosso un dito per impedirlo. Ad oggi – conclude – la Giunta regionale non ha annunciato l'intenzione di impugnare nessuna legge che taglia risorse alla Sardegna. Tutto questo è semplicemente vergognoso".