Sono ore febbrili queste per Meridiana, che a ottobre ha avviato le procedure di mobilità per 1.634 dei sui 2.200 lavoratori, con riunioni che si susseguono sia tra i vertici dell'Azienda dell'Aga Khan, sia all'interno delle sigle sindacali, che però non trovano conferme ufficiali.
Mancano ormai poche ore alla scadenza dell'ultimatum fissato dalla compagnia aerea come termine ultimo per adempiere a tutte le procedure burocratiche, che consentirebbero ai pre-pensionabili e ai volontari di Meridiana il massimo degli ammortizzatori sociali previsti per la mobilità prima dell'entrata in vigore della Legge Fornero. Ieri c'è stato un accavallarsi di appelli – da parte dell'azienda, delle organizzazioni sindacali e dal Governo -, che al momento non hanno portato ancora a nessuna convocazione ufficiale e dunque la situazione è ancora in fase di stallo.
Quella del 23 dicembre è la la data entro il quale si avrebbe ancora la possibilità, in questo periodo di feste natalizie, di inviare le comunicazione ai vari uffici del Lavoro nei comuni di residenza dei lavoratori volontari o che potrebbero lasciare l'azienda in pre-pensionamento, ai quali dovrebbe poi seguire la "certificazione" della ricezione della domanda, quindi l'avvio della procedura. Se si andasse oltre Natale, quindi nella settimana tra il 29 e il 31 dicembre, questa certezza non ci sarebbe. Una procedura che riguarderebbe per ma compagnia aerea 130 lavoratori pre-pensionabili e circa 400 volontari. Numeri che però scendono drasticamente per le sigle sindacali, che invece parlano di "un centinaio scarso di lavoratori".
"Su una vertenza che riguarda 1.634 dipendenti dobbiamo necessariamente fare delle valutazioni su un accordo complessivo. Non possiamo certo siglare un 'accordino' come quello che ci è stato chiesto dall'azienda, dovrebbe interessare non solo una piccola platea degli esuberi, ma tutta la forza lavoro in mobilità" spiega Gianluca Langiu, della segreteria provinciale della Cisl. "C'è poi un altro aspetto che l'Azienda sottovaluta – continua – Ad oggi non abbiamo certezze sulla copertura del Fondo del trasporto aereo. Prima di siglare qualsiasi accordo abbiamo la responsabilità di avere certezze che chi oggi dovesse lasciare l'azienda, venga accompagnato alla pensione e non si trovi invece a diventare un 'esodato' per colpa di chi ha firmato quell'accordo".







