Ancora troppi e irrisolti i problemi del nuovo carcere di Uta, secondo l'associazione Socialismo, diritti e riforme. "Il 2015 si annuncia come l'anno della svolta per i detenuti e gli agenti della Polizia penitenziaria del villaggio detentivo di Cagliari-Uta – dice la presidente dell'associazione, Maria Grazia Caligaris -.
Abbandonata la struttura del viale Buoncammino da circa un mese, cessata l'emergenza sovraffollamento, decisamente migliorate le condizioni igienico-sanitarie delle celle, la vita quotidiana presenta però ancora molte problematiche soprattutto relativamente alla funzione rieducativa della pena e alla Sanità".
Tra le criticità evidenziate, le lezioni scolastiche "che sono sospese ormai da novembre e la biblioteca, che non è ancora agibile e non lo sarà purtroppo per diverse settimane in quanto deve essere allestito il locale che dovrà ospitare i libri e i tavoli per le attività di studio e ricerca. Ferme anche le iniziative culturali. Ancora in alto mare la sanità penitenziaria e l'anno si conclude con alcune forti criticità anche al braccio femminile dove le 24 donne recluse – ricorda ancora Caligaris – sono costrette a convivere in celle con tre letti, uno dei quali a castello. Da non sottovalutare – conclude – le oggettive difficoltà per raggiungere il villaggio penitenziario da parte dei familiari anche per la totale assenza di indicazioni stradali".
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Uta, nuovo carcere: “Scuola in ritardo, sanità in alto mare e criticità nel braccio femminile”







