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Nei giorni del cantiere per la rimozione di palco, platea e primo anello ripetuti di blitz di malviventi assaltavano l’area archeologica. Nel mirino il rame dei cavi elettrici e i rubinetti di bagni e camerini. Non mancano forzature della recinzione, incendi e allagamenti. Ecco l’elenco completo:

Manomissioni della recinzione esterna ed intrusione di estranei. Il 3 Agosto 2012 rilevate manomissioni della recinzione esterna: in un caso, in prossimità dell’ingresso mediano di viale fra Ignazio, vicino ai cartelli esplicativi, un elemento metallico veniva trovato forzato, piegato in misura sufficiente a far passare una persona. Nel secondo caso, più grave, in prossimità dell’ingresso più a monte lungo Viale Fra Ignazio, la squadra degli operai ha dovuto provvedere al ripristino di un elemento metallico segato alla base, saldandone uno nuovo alla recinzione.

 Atti di vandalismo nei camerini. Nel settore dei camerini si sono registrati, con regolarità soprattutto nel mese di Agosto, diversi atti vandalici. L’obiettivo portar via la rubinetteria dei diversi bagni all’interno delle strutture. Numerosi lavandini infatti sono stati ritrovati spaccati e privi degli elementi metallici al di fuori dei bagni.

 Allagamenti. Tra agosto e ottobre l’area sottostante i camerini è stata invasa dall’acqua a causa di  due differenti manomissioni delle condutture idriche dell’anfiteatro, messe in atto da ignoti introdottisi illegalmente, con certezza durante la notte. I danni sono stati sistemati dagli operai.

Furti di rame e principio di incendio. Il 3 Agosto 2012 si sono ritrovati diversi strumenti da lavoro nascosti sotto alcuni assi di legno a uno dei bagni del secondo anello. Contestualmente sono state trovate guaine plastiche di rivestimento di cavi elettrici, aperte con strumenti da taglio per asportare il rame contenuto all’interno: l’azione si è ripetuta più volte per tutta la durata del cantiere.

Approfittando dell’assenza degli operai per il fine settimana, il giorno 19 agosto alcuni intrusi hanno acceso un piccolo focolaio sotto i tavoloni del secondo anello, presso l’accesso alla cabina di regia del teatro moderno. I pompieri intervenuti il giorno stesso hanno spento senza difficoltà le fiamme. E 10 giorni dopo, hanno verificato le circostanze del rogo, riconducibile con certezza all’intenzione di facilitare il furto di rame all’interno dei cavi elettrici, così come suggerirebbe il rinvenimento di una notevole quantità di resti di materiale plastico, ormai sciolto,  proprio dei cavi.

E proprio il furto di rame sembra essere la causa prevalente dei numerosi blitz nell’area archeologica da parte di estranei. Una relazione dell’accaduto è stata spedita alla Soprintendenza dei Beni Archeologici per le Provincie di Cagliari e Oristano, attraverso una e-mail indirizzata alla Dottoressa Donatella Mureddu.

Rifiuti: l’alta frequentazione di indigenti ha causato l’accumulo di spazzatura nelle aree verdi. Secondo la relazione l’insufficiente numero di contenitori di rifiuti lungo viale fra Ignazio (situazione sanata nel mese di ottobre 2012 dal Comune), a fronte della concomitante alta frequentazione delle strutture diocesane di supporto all’indigenza, proprio davanti alla recinzione del monumento, hanno facilitato negli anni l’accumulo di ogni tipo di scarto.