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Vandali e improvvisati archeologi all’assalto dell’anticha chiesetta di Is Mirrionis. Nel mirino i ruderi di un secentesco edificio religioso, ancora visibili in un giardinetto tra via Mandrolisai e via Sarrabus. “Abbiamo trovato saggi di clandestini e antiche pietre rimosse”, racconta Roberto Copparoni, presidente dell’associazione Amici di Sardegna che da anni si batte per strappare all'oblio siti di interesse storico archeologico in città e nell’Isola, “è uno dei tanti siti abbandonati e ignorati della città e questo meriterebbe maggiore attenzione”.

Perfino il nome esatto dell’edificio resta  avvolto nel mistero. Potrebbe essere ciò che rimane di una antica chiesetta Extra Muros (fuori dalle mura dell’antica città) di epoca spagnola, legata forse alla famiglia dei Carroz che possedevano il vicino castello di San Michele. “Alcuni chiamano questo rudere Santu Perdixeddu”, aggiunge Copparoni, “altri San Giorgio e altri ancora San Giuseppe. Pur avendo fatto delle ricerche a tutt'oggi non abbiamo elementi chiari e precisi per ricostruire la storia di questo ennesimo monumento ignorato. Abbiamo anche contattato la discendente della famiglia Carroz che fin'ora non ha potuto darci ulteriori notizie. Chi fosse interessato a scoprire la storia di questo sito e a valorizzarlo ci contatti: amicidisardegna@tiscali.it”.