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Vigiliamo con grande attenzione su ciò che avviene a proposito del sito nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Come più volte ribadito, anche in questo caso faremo valere l'Autonomia della Sardegna, affermando il nostro potere decisionale sul territorio sardo e tenendo conto della volontà delle comunità". Lo afferma l'assessore dell'Ambiente della Regione Sardegna, Donatella Spano, ricordando che "la Sardegna osserva da vicino e con attenzione l'iter relativo alla Carta delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) ad ospitare sul Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico di cui quest'oggi la Sogin ha consegnato la proposta ad Ispra".
Secondo l'esponente della Giunta Pigliaru, infatti, "la tutela dell'ambiente e della salute pubblica è considerazione prioritaria, per la quale non ammettiamo eccezioni. La Sardegna è già gravemente penalizzata dall'onere eccessivo delle servitù militari", conclude Spano.

Cappellacci. "La politica e l'intera comunità sarda devono fare fronte comune contro possibili bastardate a danno della Sardegna". Così il consigliere regionale di Fi, Ugo Cappellacci, interviene sull'imminente pubblicazione dei siti idonei ad ospitare il deposito nucleare nazionale.
"La Sardegna ha già dato – prosegue l'ex governatore – e nessuno pensi di imporre il ricatto per cui nell'isola ogni posto di lavoro debba essere pagato con pesanti sacrifici in termini di sicurezza, salute e fruibilità del territorio.

Peraltro il popolo sardo si è già espresso in massa con i referendum contro qualsiasi ipotesi nucleare. Lo Stato centrale si tenga pure le sue porcherie e inizino a pensare alla Sardegna come un luogo dove intervenire per valorizzare le nostre bellezze ambientali, culturali e paesaggistiche e non come il sito in cui sistemare solo carceri, rifiuti e scorie. Se questa è la loro attenzione – conclude Cappellacci – non sappiamo che farne".  

Cisl. L'ipotesi che l'Isola ospiti le scorie nucleari è conseguenza della "assenza di indirizzi strategici economico-produttivi per la nostra isola" e del fatto che "nessun governo della Regione negli ultimi trent'anni ha indicato la rotta industriale che dovrà seguire la Sardegna". Lo denuncia il segretario generale della Cisl, Oriana Putzolu, che sottolinea che "in questo vuoto d'idee facilmente si inseriscono di volta in volta governo nazionale e gruppi di potere". Il sindacato ricorda che la sua condizione insulare "ha giustificato, nel corso degli anni, il confino di mafiosi e brigatisti nelle carceri sarde di Asinara e Bad'e Carros. Le servitù militari, evitate il più possibile da altre regioni, hanno raggiunto nel nostro territorio dimensioni senza eguali.
Solamente il numero degli immigrati è rimasto a livelli accettabili". Da anni scienziati e addetti ai lavori non sardi "parlano delle miniere abbandonate dell'Iglesiente e del Gupinese come zone ideali e sicure per lo stoccaggio del materiale radioattivo. La Cisl sarda è assolutamente contraria a questa ipotesi". Per la Putzolu la Sardegna "è un'isola turistica, ma per decenni ha accolto spianate gigantesche di ciminiere inquinanti" e il rischio nucleare "è anche la conferma di un deficit autonomistico della nostra regione e della debolezza politica della sua classe di governo, che non può procedere, in emergenze vitali per l'isola, in uno splendido isolamento. Ci sono materie e problemi che i cittadini sardi non hanno delegato alla sola competenza della giunta regionale.
Anche l'emergenza nucleare è sicuramente una di queste".

A Manca pro s'indipendentzia. La "più profonda e irremovibile opposizione" all'ipotesi che l'Isola possa ospitare depositi nucleari viene espressa è anche da A Manca pro s'Indipendentzia, che ricorda il referendum del 2011, affermando che "è dovere di ogni cittadino sardo difendere questa espressione democratica a qualunque costo e con qualsiasi mezzo". Davanti al tentativo dello Stato italiano "di utilizzare il nostro Paese come immondezzaio e di fronte alla consueta prepotenza coloniale, A Manca pro s'Indipendentzia chiama tutto il popolo sardo alla massima vigilanza e attenzione sulla vicenda".