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Via libera del Consiglio regionale alla legge sui contributi all'emittenza televisiva in Sardegna e in particolare per la produzione e diffusione di programmi per la valorizzazione della lingua, della cultura e della identità sarda. La norma, che modifica la legge sull'editoria del 1998, non quantifica le risorse da stanziare, ma rimanda agli ordinari stanziamenti di bilancio che saranno individuati con la Finanziaria 2015 a valere sulla legge di settore.
Per usufruire dei contributi le aziende (radio e televisioni locali che producano notiziari giornalistici) dovranno essere costituite da almeno tre anni, presentare il rendiconto e il bilancio aziendale relativo all'anno precedente a quello per il quale si chiede il contributo, possedere una stabile organizzazione redazionale dotata di giornalisti e personale tecnico-amministrativo con rapporto di lavoro a tempo indeterminato assunto con contratto di categoria e un direttore responsabile ed essere in regola con il versamento degli oneri previdenziali e assistenziali attestato attraverso il documento unico di regolarità contributiva (Durc) dall'Inpgi (giornalisti) o dall'Inps (tecnici).
Inoltre le emittenze radiotelevisive devono avere una copertura di segnale non inferiore al 60% del territorio regionale e al 60% della popolazione e per raggiungere questo criterio potranno costituire un raggruppamento temporaneo di imprese o un consorzio. Il 15% dell'ammontare complessivo delle risorse, con delibera di Giunta, sarà riservato alle emittenti tv che non raggiungono questa percentuale di penetrazione nel territorio. Potranno accedere ai contributi anche i gestori di rete e i produttori di contenuti o anche unicamente produttori di contenuti che si avvalgono di reti di terzi per trasmettere.
Inoltre le aziende dovranno avere trasmesso quotidianamente, nei due anni precedenti, programmi informativi autoprodotti su avvenimenti di cronaca, politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o culturali di rilevanza locale su una rete propria o di terzi, nell'ambito della Regione, avere aderito ai codici di autoregolamentazione attualmente vigenti e non avere il carattere di televendita, né superare i limiti previsti dalla normativa vigente per la pubblicità radiotelevisiva.
Riguardo ai contenuti vengono sostenute dai contributi le Tv e radio che fanno informazione locale autoprodotta e diffondono programmi in lingua sarda o realizzino programmi di pubblica utilità e per facilitare l'accesso all'informazione dei cittadini sardi residenti all'estero, degli immigrati, dei minori, nonché di programmi nel linguaggio mimico gestuale dei sordi. Il Corecom provvede, ogni sei mesi, alla rilevazione dei dati necessari alla verifica dei requisiti che trasmette alla Giunta regionale.