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"In Sierra Leone da parte nostra non c'è alcuna paura, basta rispettare i protocolli. Sono stata a contatto con i pazienti munita dello scafandro. Basta seguire le istruzioni". Medici in trincea contro Ebola anche dalla Sardegna. Un'anestesista sarda, Alessandra Napoleone, volontaria di Emergency, è tornata qualche giorno fa, il 5 gennaio, dallo stesso paese africano dove ha contratto il virus Fabrizio Pulvirenti, il medico volontario di Emergency dimesso all'inizio del mese dall'ospedale Spallanzani di Roma.
L'anestesista ha raccontato la sua esperienza oggi a Cagliari nel corso della nuovo accordo tra Regione e Federfarma sulla distribuzione dei medicinali. "Si può operare nella massima sicurezza – ha detto – chi può farlo può andare a dare una mano.
La situazione è drammatica: dove ero io le uniche sale operatorie utilizzabili erano quelle di Emergency". Una situazione difficile, ma un'esperienza indimenticabile.
"La Sierra Leone – ha continuato – è un paese dove cristiani e musulmani convivono pacificamente: un esempio se si pensa al clima di queste ore dopo l'attentato in Francia. Gente poverissima che ha però una serenità interiore eccezionale".
A novembre è tornata dalla Sierra Leone anche Rosy Argiolas, infermiera al Pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni di Dio". "Abbiamo lavorato soprattutto sulla prevenzione – ha detto – in una situazione estremamente drammatica. A chi ci dice che anche qui ci sono tante Sierra Leone rispondo che non si immagina nemmeno che cosa sta succedendo in quel Paese".