Via ad un tavolo di concertazione sulle servitù militari tra il ministero della Difesa e la Regione Sardegna.
Il 19 giugno scorso, informa una nota congiunta di Difesa e Regione, "si è tenuta la seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari. In tale occasione il ministro Pinotti e il presidente Pigliaru hanno convenuto sulla necessità di avviare un tavolo di confronto istituzionale, a partire dall'assunto, ormai da tempo ampiamente condiviso, che esiste una sproporzione tra la presenza militare e i gravami a questa connessi nella Regione Sardegna rispetto al resto d'Italia".
In questo momento, proseguono Difesa e Sardegna, "pur nelle differenti posizioni di partenza, sussistono tutte le condizioni per l'avvio di un tavolo di confronto istituzionale volto a valutare, in coerenza con le linee programmatiche del ministro della Difesa e con le risoluzioni parlamentari e consiliari, la percorribilità dell'avvio del processo di graduale dismissione di parte dei Poligoni e l'individuazione di misure di riequilibrio e di armonizzazione, in termini di riduzione quantitativa e qualitativa dell'incidenza delle attività militari. Un percorso da avviare con tempi certi e modalità definite".
"Con riferimento alle esigenze di armonizzazione e mitigazione – continua la nota – quelle più evidenti sono riconducibili alla riduzione dell'estensione dei Poligoni, del Demanio militare e delle aree soggette a Servitù militari e le connesse occupazioni temporanee, alla tutela ambientale e della salute nei Poligoni, alla riconversione delle attività svolte nei Poligoni, all'impatto della presenza militare sulle prospettive di sviluppo dei territori, al riavvio dei processi di dismissione dei beni militari in applicazione dell'articolo 14 dello Statuto Sardo. All'interno di questo perimetro il tavolo avrà obiettivi che per la complessità della loro soluzione potranno realizzarsi entro la legislatura, mentre altri potranno essere conseguiti già nel breve periodo". Per quanto concerne questi ultimi, viene sottolineato, "ci si riferisce all'individuazione di misure di mitigazione quali l'istituzione di osservatori ambientali indipendenti, la riduzione dell'estensione delle aree soggette a vincolo o destinate a Demanio militare, l'individuazione di misure di riconversione in senso dual use delle attività svolte nei Poligoni e di misure di indennizzo e compensazione, il riavvio dei processi di dismissione dei beni militari non più utili alla Difesa, cui corrisponderanno attività concrete per facilitare, di concerto anche con i Comuni interessati, il dialogo con la realtà militare in Sardegna, con il personale militare e le rispettive famiglie".
"Il tavolo – concludono ministero e Regione – dovrà essere anche l'occasione per garantire trasparenza e informazione alle popolazioni, a partire dai dati sullo stato dei luoghi e sulla salute, ma anche da una approfondita analisi degli eventuali costi da mancati sviluppi alternativi dei territori, condotta secondo standard internazionali".
L'accordo per l'avvio del tavolo di confronto istituzionale tra Regione Sardegna e Ministero della Difesa è stato firmato nella sede della Regione dal sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi e dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru.
Piras, Sel. "Credo che l'intesa raggiunta tra il Presidente della Regione e il Sottosegretario Rossi sull'avvio di un tavolo nazionale di concertazione sulle servitù militari costituisca un passo in avanti, rispetto al quale va dato atto al Presidente Pigliaru dell'impegno e della caparbietà". Lo afferma, in una nota, il deputato di Sel, Michele Piras, dopo l'accordo raggiunto ieri per l'avvio del tavolo di confronto istituzionale tra Regione Sardegna e Ministero della Difesa.
"Trovo del tutto indiscutibile che si ponga l'accento sulla necessaria gradualità del processo – prosegue il parlamentare sardo – data la complessità del tema e le trasformazioni che la presenza ultracinquantennale di importanti siti militari ha prodotto nel tessuto economico e sociale locale. La gradualità tuttavia non può essere l'unica caratteristica. La seconda (e forse la più importante) deve essere la radicalità del processo.
L'eventualità infatti che ci si attesti su risultati marginali sarebbe infatti un pessimo esito del tavolo nazionale. Dopo quasi sessant'anni è giunta l'ora di un passo deciso, che almeno comporti quanto disposto all'unanimità dalla IV Commissione Difesa della Camera nella relazione conclusiva dell'indagine sulle servitù militari: la chiusura e bonifica di Capo Frasca e Capo Teulada, la riconversione ad economia civile del Poligono di Quirra. Ogni passo, anche graduale, in questa direzione sarà il benvenuto. Ma tale direzione – conclude Piras – non può essere oggetto di equivoco né di mediazioni al ribasso. Ci fidiamo del Presidente Pigliaru ed attendiamo ora che quanto prima venga convocata la Conferenza sarda sulle servitù militari".







