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Il presidente della Regione e la Giunta regionale chiedano al Governo la sospensione dell'applicazione della legge Sblocca Italia, in base all'articolo 51 dello Statuto Sardo, nelle parti del decreto (e delle norme di conversione in legge) che siano potenzialmente dannose per l'economia dell'Isola. Lo prevede una mozione presentata in Consiglio regionale dai gruppi di Sel, Soberania e Indipendentzia e Centro Democratico che fanno parte della maggioranza di centrosinistra che sostengono l'esecutivo regionale.
Secondo i consiglieri le parti della legge Sblocca Italia che andrebbero fermate riguardano "il settore della gestione dei rifiuti, con particolare riferimento allo smaltimento dei rifiuti (art. 35), che limitano quindi le competenze regionali in materia di pianificazione, tutela dell'ambiente e recupero dei rifiuti; il settore della gestione delle risorse energetiche nazionali, (c.d. Norma "semplificazione Idrocarburi") che riconoscendo alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo 'attività di interesse strategico, di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili'; il governo del territorio e le grandi reti viarie, per cui vengono sancite specifiche deroghe in palese contrasto con la potestà regionale in materia di tutela del territorio".
"Il decreto – si legge nel documento – detta norme in materie strettamente connesse con le condizioni dell'Isola creando quindi un potenziale pregiudizio per la nostra Regione anche di natura economica". Per questo motivo la Giunta dovrebbe attivarsi con le istituzioni nazionali "affinchè siano ripristinate le prerogative regionali e quindi il principio di leale collaborazione tra Stato, Regioni e Enti Locali in una norma di modifica che potrebbe trovare accoglimento nella legislazione nazionale".