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Questa mattina era chiaro e limpido anche in Sardegna, grazie ad una sentenza del Tar, il segnale di Radio Deejay a cui gli ispettori del Ministero della Comunicazione avevano intimato nel novembre 2008 di "modificare il sistema radiante" e ridurre la potenza del ripetitore sardo del Monte Limbara, limitandosi al solo territorio nazionale.
Motivo? Secondo le accuse arrivate dalla Francia, la radio disturbava le frequenze di un'emittente francese di Bonifacio (Corsica).
Contro il provvedimento, la società Elemedia Spa (titolare di Radio Deejay) aveva presentato un ricorso al Tar della Sardegna con l'avvocato Marco Rossignoli e col cagliaritano Massimo Lai, contestando in vari punti le presunte interferenze tra l'emittente italiana e quella francese. Fra le contestazioni al vaglio dei giudici della prima Sezione del Tribunale amministrativo regionale, presieduta da Alessandro Maggio, anche quella che gli ispettori ministeriali non avessero accertato autonomamente i disturbi tra frequenze, ma si fossero fidati delle carte arrivate dalla Francia. Oltre ciò anche il fatto che l'Italia non avesse mai ratificato il Piano di assegnazione delle frequenze "Ginevra 1984" nel quale si sarebbe dovuta impegnare a rispettare l'operatività dell'impianto francese.
Finito il processo, ieri è arrivata la sentenza che ha dato ragione a Linus e compagni: il Tar Sardegna ha evidenziato la carenza di istruttoria da parte degli ispettori ministeriali che non avevano appurato autonomamente se effettivamente il ripetitore sardo causasse disturbi alla radio corsa. Illegittima dunque la richiesta di modificare la portata del segnale di Radio Deejay, che in Sardegna potrà dunque continuare a sentirsi.