La Cisl funzione pubblica chiede all'assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, che sia convocato un nuovo confronto sulle salvaguardie e tutele del lavoro dei dipendenti provinciali nell'ambito del riordino degli enti locali in Sardegna, ritenendo anche "offensivo che in alcuni ambienti della politica si prosegua con il ritornello della garanzia sul posto di lavoro, sommaria e superficiale".
"Si parla di tutto e spesso in termini confusi e contraddittori, tranne che di lavoratori – osserva il segretario regionale, Davide Paderi -. Sono oltre 2.000 i lavoratori coinvolti nella riforma sarda delle Province e purtroppo si assiste ad un confuso dibattito che non tocca mai quanto invece sarebbe necessario, è prioritario il tema delle professioni, delle funzioni e competenze e loro allocazione, istituzionale e organizzativa, in un quadro che deve essere preciso prima e non dopo la norma che andrà in aula i prossimi mesi, dopo il passaggio in Commissione".
"Dopo la beffa dei lavoratori delle comunità montane e di altre riforme gestite male, non si possono ripetere certi errori che hanno mortificato competenze ed esperienze – aggiunge -. Il tema vero è come utilizzare al meglio competenze e professioni presenti nelle Province e non sviare sempre sul Risiko dei confini territoriali e della geografia politico istituzionale, molto importante, ma che deve avere lo stesso peso del destino, vero e garantito, di questi 2000 lavoratori".
Regione Riforma province, Cisl: “Due mila lavoratori coinvolti. Regione faccia chiarezza”
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