Caccia al radon nelle scuole della Sardegna: via all'attività di monitoraggio del gas potenzialmente nocivo. Le attività di ricerca e studio saranno svolte da un gruppo di lavoro di esperti – ingegnere dell'ambiente, biologo e geologo – e serviranno anche a far conoscere i pericoli dell'esposizione a questa sostanza.
Radon free-Radiation Monitoring (www.radon-free.eu) ha invitato tutti gli istituti scolastici statali e comunali ad aderire, gratuitamente e senza oneri per la collettività, al progetto. Con un avvertimento: gli effetti per chi frequenta le scuole, dagli studenti agli insegnanti, possono essere anche gravi in relazione alla più o meno elevata concentrazione dell'agente chimico e in particolare del suo isotopo radioattivo Rn-222. L'iniziativa, ritenuta di alta valenza sociale e scientifica, è stata patrocinata nel 2014 dall'Ordine dei Geologi della Sardegna, dall'Ordine degli Ingegneri e dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Cagliari.
Il radon (Rn)- spiegano i promotori del monotiraggio – è un elemento chimico presente ovunque, in natura, sotto forma di gas inodore, incolore e insapore. Il suo isotopo radioattivo Rn-222, che deriva dal decadimento dell'uranio (U-238) ed è presente nel suolo e nelle rocce nonché nelle acque, può accumularsi negli edifici destinati ad ambienti di vita (scuole, civili abitazioni, ospedali, case di cura, ludoteche) e negli ambienti di lavoro. Le attività di monitoraggio all'interno di ciascun istituto scolastico dureranno circa una settimana e non creeranno problemi o ritardi alla attività didattica.
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Gas radon, scatta la caccia nelle scuole sarde







