Respinto. Il mega progetto edilizio della Ivi Petrolifera, residence e villette nella pineta di Torregrande, subisce un duro stop. Anzi, "una sberla" secondo gli ambientalisti del Gruppo di Intervento giuridico.
La Regione ha bocciato la variante urbanistica approvata dal consiglio comunale oristanese nel 2013. La variante parziale al piano urbanistico comunale , adottata dal consiglio comunale oristanese il 3 ottobre 2013, per consentire la realizzazione del progetto immobiliare, è stata respinta dalla direzione generale della Pianificazione urbanistico territoriale dell’assessorato regionale all’Urbanistica il 12 gennaio scorso. Con ben nove “pesantissimi rilievi di legittimità, che ricalcano in gran parte le censure ecologiste”, come spiega Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento giuridico, “dall’interessamento di aree tutelate con vincolo di conservazione integrale alla mancanza di motivazione della variante urbanistica, dagli errori nelle medesime classificazioni urbanistiche adottate ai pareri idrogeologici mancanti, dalle assenti verifiche sulla disponibilità di volumetrie al contrasto con il piano paesaggistico regionale (Ppr) e con le stesse normative urbanistiche. Come nel gioco dell’oca, ora l’Amministrazione comunale Tendas ritorna indietro di parecchie caselle”.
La Ivi Petrolifera s.p.a. intende realizzare la bonifica dell’area di Torregrande con un investimento di 2,6 milioni di euro, 3 anni di lavori, circa 30 mila metri cubi di terra da risanare e un complesso turistico-edilizio ricettivo (9 mila 500 metri cubi di volumetrie, 250-280 posti letto), un residence, 77 unità immobiliari, un campo da golf da 18 buche, per complessivi 99 mila 257 di volumetrie e circa 800 posti letto, impianti tecnologici, servizi.
Il sito interessato è il litorale di Torregrande e la relativa pineta, in gran parte di proprietà pubblica (Comune di Oristano e Consorzio di bonifica dell’Oristanese) e ceduta in concessione (complessivamente più di 100 ettari) in corrispettivo di canoni annuali “non conosciuti e di cui si ignora il conseguimento dei necessari pareri di congruità”, secondo gli ambientalisti che annunciano di continuare a vigilare sul futuro del progetto.







