Il freddo, la pioggia e il forte vento non li hanno fermati. In oltre duecento questa mattina hanno invaso la statale Sassari-Olbia all'altezza del bivio per Oschiri per chiedere un futuro e un lavoro. I lavoratori del comparto dell'edilizia, guidati dai segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil e di categoria, sono scesi in strada per il rilancio del settore fortemente colpito dalla crisi.
Il corteo, partito dall'ingresso della cittadina gallurese, ha bloccato per alcuni minuti il traffico sulla Sassari-Olbia, all'altezza dello svincolo per Oschiri. A gran voce i manifestanti hanno chiesto alla Regione iniziative forti per rilanciare il comparto delle costruzioni nell'Isola, in stallo da anni per l'assenza di investimenti in opere pubbliche.
"In lotta per creare lavoro e costruire un futuro migliore", questo lo slogan urlato dai lavoratori che hanno chiesto scusa agli automobilisti per i disagi arrecati e, senza bloccare totalmente il traffico, si sono fatti strada fino al centro gallurese. Sul banco degli imputati la Regione, accusata di non esser riuscire a mettere in atto delle manovre capaci di attutire gli effetti della crisi.
Ma qualcosa si muove. "Il 5 febbraio – ha annunciato Oriana Putzolu, segretario generale della Cisl – incontreremo ad un tavolo tecnico-istituzionale gli esponenti dell'esecutivo regionale per discutere dei problemi del settore e della legge urbanistica". Pressing per sbloccare i finanziamenti già stanziati per le alcune infrastrutture. "Si tratta di fondi spendibili subito e per opere immediatamente cantierabili – ha spiegato Putzolu – E noi chiediamo che vengano spesi in tempi celeri". Quello edile e delle costruzioni è stato dipinto come un settore al collasso. "Sono migliaia – ha ricordato il segretario generale della Cgil Michele Carrus – i lavoratori espulsi e senza più ammortizzatori sociali".
Economia Crisi edilizia, protesta dei lavoratori sulla Sassari-Olbia
Crisi edilizia, protesta dei lavoratori sulla Sassari-Olbia







