Il personale a tempo indeterminato dipendente di Igea spa, la società di bonifiche della Regione, non può essere incardinato nell'Arbam, la nuova Agenzia per la bonifica e la gestione delle attività residuali delle aree minerarie dismesse o in via di dismissione, istituita con legge il 15 gennaio 2014. Per il passaggio questi lavoratori dovranno espletare un concorso che "è forma generale e ordinaria di reclutamento del personale della pubblica amministrazione" e a "cui si può derogare solo in presenza di peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico".
Lo ha stabilito, con una sentenza pubblicata oggi, la Corte Costituzionale cassando l'articolo 13, comma 3, della legge della legge regionale. Il presidente del Consiglio dei ministri aveva presentato ricorso eccependo come la norma violasse "il principio dell'accesso al pubblico impiego mediante concorso", quindi "in contrasto con la disciplina statale della mobilità, riservata alla competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile".
Per la Consulta, l'Agenzia Arbam è da considerarsi "amministrazione pubblica in senso proprio, in quanto 'struttura tecnico-operativa della Regione autonoma della Sardegna'" e quindi l'unica modalità di reclutamento resta il concorso pubblico "come è stato di recente ribadito con specifico riferimento a disposizioni legislative che prevedevano il passaggio automatico di personale di società in house, ovvero società o associazioni private, all'amministrazione pubblica".
La Regione. La Regione è intenzionata a cancellare l'Arbam, l'agenzia per le bonifiche nata nel gennaio del 2014 negli ultimi scorci della precedente legislatura. Lo ha annunciato l'assessore dell'Industria, Maria Grazia Piras, commentando il provvedimento della Corte Costituzionale pubblicato oggi.
"La sentenza della Consulta che, cassando l'articolo 13, comma 3, della legge regionale sull'istituzione dell'Arbam, impedisce il passaggio del personale a tempo indeterminato di Igea nella stessa Agenzia, è una decisione che non ci sorprende – afferma l'assessore -. Già la Giunta, nelle diverse delibere approvate nei mesi scorsi per affrontare i problemi di Igea, aveva tenuto conto della censura espressa dal Governo su alcune parti della legge, e oggi confermate dalla Corte Costituzionale.
A questo punto – conclude Piras – occorrerà procedere quanto prima all'abrogazione della legge istituiva dell'Arbam".







