"Ai contribuenti dei Comuni, che prima erano esentati e ora secondo il nuovo decreto legge sono tenuti a pagare entro il 10 febbraio, va detto che in caso di mancato pagamento, in attesa del pronunciamento del Tar del Lazio (17 giugno), potranno in ogni caso sanare entro sei mesi, sostanzialmente senza sanzioni, col cosiddetto ravvedimento operoso". Lo precisa, in una nota, l'Anci Sardegna.
"La mobilitazione dei Comuni e del mondo agricolo – sottolinea il presidente Pier Sandro Scano – ha portato al superamento del decreto ministeriale del 28 novembre, secondo il quale si sarebbe dovuto pagare in oltre 290 comuni sardi. La nostra battaglia non è stata dunque inutile, ma non ha prodotto il risultato sperato: si paga in 142 Comuni, cento in più che negli anni scorsi, perché è stato cancellata l'esenzione per i comuni svantaggiati; la classificazione dei comuni montani è definita in modo cervellotico e produce autentiche assurdità e vergognose ingiustizie; rimangono i tagli in un gran numero di bilanci comunali".
"Ribadiamo che noi non molliamo la presa e continuiamo la battaglia – afferma ancora Scano – sia in Parlamento che sul piano legale. In primo luogo, come Anci nazionale, chiederemo al Parlamento di modificare il D.L. in sede di conversione; in secondo luogo porteremo avanti i ricorsi che verranno esaminati il 17 giugno dal TAR del Lazio. L'altra scelta spetta alla Giunta regionale, alla quale chiediamo di impugnare il D.L. e di farlo subito e senza esitare. Gli obiettivi sono: cancellare la tassa relativa al 2014, rivedere complessivamente i criteri impositivi e sanare i buchi aperti nei bilanci comunali, che si ripercuotono sui cittadini".







