Dopo la soppressione dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale della Sardegna per le risorse idriche, nasce il nuovo Ente di governo dell'ambito della Sardegna che avrà le funzioni di programmazione e controllo nella gestione dell'acqua. Lo prevede la legge approvata all'unanimità (con l'unico voto contrario dell'ex assessore dell'Agricoltura, Oscar Cherchi di Fi) in Consiglio regionale.
Ai Comuni viene dato più spazio all'interno del Comitato istituzionale d'ambito (10 su 11 componenti), l'organo di governo e poteri, tanto che il presidente del Comitato sarà scelto fra i sindaci. Viene confermato un unico ambito territoriale ma con la previsione che si potrà verificare, sotto la supervisione di esperti del settore, la possibilità di creare più ambiti per rendere più economica, efficace ed efficiente la gestione del servizio idrico integrato.
Del Comitato istituzionale d'ambito fanno parte il presidente della Regione o un suo delegato, due componenti scelti tra i sindaci dei comuni capoluogo di provincia, due componenti scelti tra i sindaci dei comuni con popolazione uguale o superiore a 10.000 abitanti, due scelti tra i sindaci dei comuni con popolazione uguale o superiore a 3.000 abitanti e inferiore a 10.000; quattro scelti tra i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti. Infine le conferenze territoriali, composte dai sindaci dei comuni ricadenti nell'ambito territoriale di riferimento, coincidono con le otto circoscrizioni elettorali fino all'approvazione della riforma degli enti locali.
"La legge mette ordine nei rapporti tra comuni e gestore e restituisce all'Ente di governo d'ambito, cioè i comuni, le funzioni di programmazione e controllo – ha spiegato l'assessore dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda – affronta il tema delle acque meteoriche e ripristina l'azione di governo per decidere ad esempio sulle tariffe". Secondo Efisio Arbau (Sardegna Vera) che aveva fatto propri gli emendamenti proposti dal Consiglio delle Autonomie locali, "sono state accolte diverse proposte del Cal prevedendo dei principi importanti per la partecipazione democratica dei comuni alla vita dell'Ente, estendendola anche alle piccole amministrazioni".
"Con la legge per l'istituzione dell'Ente di governo dell'ambito idrico regionale si gettano le basi per un radicale rinnovamento del servizio idrico in Sardegna, con una gestione più vicina ai cittadini in cui i Comuni avranno un ruolo da veri protagonisti", lo dice il capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, commentando il disegno di legge approvato oggi.
"Grazie all'impegno congiunto di maggioranza e opposizione, sarà possibile porre un freno allo strapotere di Abbanoa, sottoponendo il gestore del servizio a un controllo ferreo da parte di un organismo che, oltre a vigilare sul soggetto gestore, approverà le tariffe idriche e il piano di interventi sulla rete – sottolinea Dedoni -. Basta con le 'bollette pazze', con cauzioni e conguagli decisi in modo arbitrario e con le perdite mai riparate, i cui costi finiscono sempre per gravare sulle tasche dei cittadini. Quello di oggi è un primo, importante passo. L'obiettivo finale è riportare i Comuni al centro della gestione idrica, fermo restando l'ambito unico regionale. L'attuale carrozzone dovrà cedere il passo a un soggetto più efficiente e molto meno costoso, interamente governato dagli enti locali, che assicuri tariffe eque e trasparenti e interventi tempestivi sulla rete".







