bosa-lavori-al-fiume-truffa-e-peculato-indagati-l-and-rsquo-ex-sindaco-funzionari-e-professionisti

I lavori di sbancamento della foce del Temo dovevano terminare in fretta per consentire lo sblocco del Puc necessario a rendere edificabili alcune aree sugli argini del fiume e l'intera operazione doveva diventare il trampolino di lancio per la rielezione del sindaco uscente Piero Franco Casula. Che, invece, le elezioni le ha perse e ora è tra gli otto indagati della inchiesta per truffa, peculato, turbativa della libertà d'incanto, falsità materiale e falsità ideologica commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici.
I dettagli dell'inchiesta, comprese le motivazioni per le quali è coinvolto l'ex sindaco, sono stati resi noti stamani in una conferenza stampa dal comandante del reparto Operativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Oristano maggiore David Egidi. Nel mirino dei Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Oristano, assieme all'ex sindaco sono finiti anche l'ex responsabile dell'ufficio tecnico comunale Luciano Baldino, un'altra funzionaria del Comune, l'amministratore unico della Research Spa di Bacoli (Napoli) Salvatore Bisanti, il direttore dei lavori e i tre professionisti di Tonara, Sedilo e Oristano che avevano collaudato l'opera per conto della Regione certificando che i lavori erano stati eseguiti a regola e nei tempi previsti.
L'inchiesta, partita da una segnalazione della Capitaneria di Porto di Oristano, aveva invece permesso di accertare che i lavori non erano stati affatto eseguiti a regola d'arte, tanto che la profondità del fondale, che doveva essere portata a quattro metri in diversi punti non andava oltre il metro e mezzo, con grave pericolo per la navigazione in entrata e in uscita dal porto fluviale.
Per sei degli otto indagati è scattato anche il provvedimento di sequestro preventivo per equivalente, eseguito dalla Guardia di Finanza di Oristano, di soldi e beni immobili per un milione e 667 mila euro. In particolare sono stati sequestrati conti correnti e beni per circa 46 mila euro al geometra Baldino al quale vengono chiesti però circa 990 mila euro, 523 mila euro in quote azionarie della società all'amministratore della Research Salvatore Bisanti, altri 523 mila euro al direttore dei lavori e somme minori ai tre collaudatori.