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Il centrosinistra fa quadrato davanti alle ipotesi di rimpasto nella Giunta Pigliaru che sono circolate in questi giorni tra i diversi partiti della maggioranza.
Mentre il segretario regionale del Centro democratico Roberto Capelli difende l'assessore di riferimento Francesco Morandi (Turismo e Commercio) scagliandosi contro "la meschinità umana, soprattutto quando la lotta politica viene portata avanti con qualunque mezzo ed a qualsiasi prezzo, magari con la menzogna e la calunnia", il segretario regionale di Sel, Luca Pizzuto, dice di non essere appassionato all'argomento e sostiene che il suo partito "in questo momento è impegnato a difendere il diritto alla felicità dei sardi e non ci risulta all'ordine del giorno nessun rimpasto di Giunta". Nel frattempo anche l'assessore della Sanità si dice "sereno" e "sto già stirando il camice da medico".
"Il mio partito condivide senza riserve l'opera intelligente, moderna, incisiva ed efficace portata avanti dall'assessore Francesco Morandi, con il costante supporto dei consiglieri regionali Anna Maria Busia e Roberto Desini, nell'interesse dei Sardi e della Sardegna – aggiunge Capelli -. Morandi ha dunque lavorato nel pieno rispetto delle intese programmatiche raggiunte all'interno del Centro Democratico Sardegna e della coalizioni di governo. Se poi chi sente la responsabilità di governo volesse approfondire ed ampliare l'analisi di quanto altro è stato fatto e di quali aspetti si debbano rivedere, integrare, correggere ed ampliare, il tavolo dell'alleanza saprà certamente onorare con il giusto impegno il mandato a governare ricevuto nel febbraio 2014 dal Popolo Sardo".
"Sel insieme alla Giunta regionale è impegnata in questa fase a discutere con la maggioranza consiliare su come migliorare la legge finanziaria e il bilancio. E' un compito non facile – osserva Pizzuto – la forte crisi economica e i problemi sociali e occupazionali ci impongono di riuscire a dare migliori risposte ai cittadini in difficoltà pur avendo dotazioni finanziarie sempre più limitate e incerte. Sono questi i pensieri che occupano le nostre giornate, ci appassionano e ci tormentano. Non di certo quelli legati agli assetti di governo.
Le telenovele di palazzo sono espressione di una politica concentrata su se stessa che non risolve i problemi dei sardi e che ci siamo impegnati a cambiare con le elezioni dello scorso anno".