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Sarà la Corte d'appello di Sassari a pronunciarsi sulla ricusazione della Corte D'Assise di Nuoro da parte dell'imputato Francesco Rocca, il dentista di Gavoi accusato di essere il mandate dell'omicidio della moglie Dina Dore, avvenuto nel marzo 2008. Il processo, giunto alle battute finali, dovrà attendere ancora prima della sentenza, che era prevista tra cinque giorni. Ma il processo non si ferma: la Corte ha deciso di proseguire con l'analisi dell'imputato, la discussione del Pm e con le arringhe delle parti civili e dei difensori. Questo pomeriggio Rocca doveva essere sottoposto all'analisi dei suoi legali, ma stanco e scosso dopo il lungo j'accuse di stamattina agli inquirenti, ha chiesto un rinvio. Il dentista, che tornerà in aula per l'esame domani mattina, ha ricusato la Corte perché a suo dire non gli è stato consentito di difendersi e ritiene il suo un processo "ingiusto". "Mia moglie è una vittima di serie B – ha detto – perché per l'omicidio di Yara Gambirasio sono stati analizzati 16 mila profili genetici e confrontati con quello dell'ignoto e per mia moglie solo 40? E perché pur avendo noi a disposizione il profilo ignoto di un Dna maschile non si arriva ad accertare chi è entrato nel garage ad uccidere mia moglie quel giorno?". La discussione del Pm Danilo Tronci, prevista per domani, slitta dunque a giovedì, mentre lunedì 16 sarà il turno delle arringhe delle parti civili, con gli avvocati Mariano e Massimo Delogu. Martedì saranno i difensori di Rocca, Mario Lai e Angelo Manconi, a battersi in aula. Poi il processo si fermerà in attesa della pronuncia della Corte D'Appello di Sassari, sentenza che i legali di Rocca potrebbero impugnare di fronte alla Cassazione. La Corte ricusata potrà pronunciare la sentenza solo dopo il via libera di una o eventualmente di entrambe le corti di giustizia.