"Chiederò subito in un'interrogazione al commissario europeo per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, il ripristino della missione Mare Nostrum, in condivisione con tutti i paesi europei". Lo annuncia Renato Soru, europarlamentare Pd e presidente della commissione politica, sicurezza e diritti umani dell'assemblea permanente dell'Unione per il Mediterraneo, riferendosi all'ultima tragedia del mare.
Secondo Soru, "non esiste un'alternativa a Mare Nostrum", che però deve essere effettuata "in un'ottica di condivisione delle responsabilità e anche dei costi sia in termini di risorse umane e militari che finanziarie, con gli altri Paesi dell'Ue. Non possiamo permetterci – osserva – di lasciare che altre vite finiscano nel mare di Sicilia ai piedi dell'Europa, mentre la testa dell'Unione si concentra solo sui pareggi di bilancio".
"Sono 330 i morti dell'ennesima tragedia del mare – continua Soru – davanti alle coste di Lampedusa, un numero molto vicino alle 366 vittime del 3 ottobre 2013 che diede inizio all' operazione Mare Nostrum voluta da Enrico Letta dopo una visita sull'isola a contare le troppe bare bianche. E' chiaro che Triton non è uno strumento adeguato a soccorrere e salvare vite umane e non rappresenta nemmeno un deterrente agli sbarchi, considerando che 11.400 migranti sono stati soccorsi in mare a partire dal lancio dell'operazione il 1 novembre 2014, e tenendo conto – conclude – delle ramificazioni sempre più sofisticate con cui viene organizzato il traffico di esseri umani dall'Africa e dal bacino est del Mediterraneo".







