Fatture, documenti ma anche attrezzature che non erano ancora state rottamate o vendute. E' il materiale sequestrato oggi dagli uomini del Corpo forestale all'interno degli uffici e in ditte collegate a Igea, la società in house della Regione Sardegna, nell'ambito del secondo troncone d'inchiesta scattato parallelamente a quello dei carabinieri della Compagnia di Iglesias che a dicembre dello scorso hanno ha portato all'arresto di tre persone. Sedici le perquisizioni portate a termine da 70 agenti degli Ispettorati di Cagliari, Oristano e di Iglesias. Massimo riserbo sul nome delle persone – secondo alcune indiscrezioni una ventina – il cui nome è finito nel registro degli indagati.
Le ipotesi di reato sono peculato, ricettazione e smaltimento di rifiuti in violazione del Testo unico ambientale. Gli investigatori hanno cercato riscontri sullo smaltimento dei rottami ferrosi da parte di Igea, ma che a quanto pare non risultavano. Il sospetto è che tra il materiale dichiarato come rifiuto ferroso, destinato quindi allo smaltimento, siano finiti anche alcuni macchinari e attrezzature funzionanti che sarebbero stati venduti non solo in territorio sardo, ma in alcuni centri della Penisola e in Marocco.







