È in camera di consiglio il giudice del Tribunale di Cagliari, Sandra, Angioni, chiamata a decidere se celebrare il processo o decretare la prescrizione sul caso delle bonifiche e la gestione dei rifiuti della Portovesme srl. Dopo una breve discussione preliminare, il giudice ha annunciato che uscirà alla 13 per il verdetto.
All'esterno del Palazzo di giustizia, nuovo presidio del Comitato ambientalista "Qui inquina paga", una trentina di persone in rappresentanza di associazioni, cittadini e istituzioni che sono costituiti parte civile.
La questione della prescrizione era stata sollevata nella scorsa udienza dal pm Enrico Lussu e da alcuni avvocati difensori: Ma l'eventualità che il processo si chiuda con un nulla di fatto trova la ferma opposizione degli ambientalisti, che per questo hanno dato vita al sit-in davanti al Tribunale.
A giudizio figurano l'amministratore delegato della Portovesme Srl, Carlo Lolliri, e il responsabile tecnico dello stabilimento, Aldo Zucca. L'inchiesta era stata aperta nel 2010, ma i reati sarebbero stati commessi in un periodo precedente, dopo un accertamento in alcune aree nelle vicinanze della fabbrica. Le contestazioni riguardano "le procedure per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti inquinati" e la gestione di "una ingente quantità di rifiuti speciali pericolosi".
"Avremmo voluto avere a Cagliari un magistrato come Domenico Fiordalisi, procuratore di Tempio".
Così Angelo Cremone, dell'associazione Sardegna Pulita, in presidio davanti al Palazzo di giustizia di Cagliari, commenta il rischio prescrizione del processo per il presunto traffico di rifiuti e le mancate bonifiche alla Portovesme srl.
"La magistratura cagliaritana – attacca l'esponente ambientalista – non faccia inchieste più lunghe dei tempi di prescrizione perché tutto ciò va a vantaggio dei comportamenti criminali". Con una trentina di persone, Cremona sta manifestando di fronte al Tribunale in attesa della pronuncia del giudice che potrebbe sancire la chiusura del processo con un nulla di fatto. Con striscioni e bandiere, gli ambientalisti hanno dato vita ad un sit in in occasione di tutte le udienze che si sono celebrate dopo l'inchiesta della Procura.







