"Oltre 1.250 imprese hanno cessato l'attività negli ultimi due anni nel Sulcis, nel 2014 sono state contate oltre 1.100 aziende inattive, soggette a procedure concorsuali o in liquidazione. E la stima sulle prospettive economiche del 2015 sono tutt'altro che rassicuranti per chi tenta di resistere". È l'analisi impietosa del Movimento partite Iva del Sulcis Iglesiente che ha avviato un censimento per conoscere lo stato di attuazione di tutti i progetti che risultano fermi a causa della lentezza amministrativa e della burocrazia e che vanno sbloccati.
"Non possiamo permetterci di ostacolare neanche il più piccolo investimento – sottolinea Paolo Bullegas, presidente del Movimento – Abbiamo urgente necessità di liberare le poche risorse disponibili dei privati pronti ad investire, soprattutto per riavviare il settore edile dove è possibile riscontrare la più profonda situazione di crisi". Il censimento è partito a seguito della valutazione del progetto di fattibilità per una stazione termale a Sant'Antioco. "Dopo il nostro intervento – spiegano Corrado Di Bartolo e Elio Cancedda, vice presidenti delle partite Iva – siamo stati contattati da altri investitori che hanno manifestato il proprio disappunto nei confronti della burocrazia che sta bloccando i loro progetti di sviluppo, importantissimi per la crescita economica del territorio".
L'obiettivo del Movimento è quello di sollecitare l'azione amministrativa e ricercare le responsabilità dei ritardi. "Il Sulcis Iglesiente sprofonda nella crisi e non c'è più tempo da perdere", ribadiscono le partite Iva che nei giorni scorsi hanno incontrato anche gli esponenti di Sulki 'n Progress, l'associazione fondata da cinque lavoratori Alcoa che hanno avviato un progetto per un parco tematico nell'isola di Sant'Antioco.
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Partite iva del Sulcis: “Scomparse mille e 200 aziende in 2 anni”







