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Con 136 atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali tra il 2013 e il 2014 e il 10,8% del totale degli episodi registrati in Italia, la Sardegna è la quarta regione dopo Sicilia (211 pari al 16,7%), Puglia (163 apri al 12,9%) e Calabria (155 pari al 12,3%) per incidenza del fenomeno che a livello nazionale ha toccato i 1.265 casi nei due anni di riferimento.
Il 2013 con 107 casi è stato l'annus horribilis rispetto alla prima metà del 2014, quando gli attentati sono stati complessivamente 29. Il dato numerico delle intimidazioni per centomila abitanti modifica però la classifica delle regioni e la Sardegna – con una popolazione di 1.640.379 abitanti – risulta al primo posto con l'8,3% sul totale, seguita da Calabria e Sicilia. E' quanto emerge dai risultati della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali che presenta oggi a Roma, al Senato, la relazione finale sull'attività svolta.
Sempre oggi si riunisce a Cagliari, e affronterà il tema, la commissione Autonomia del Consiglio regionale, convocata alla vigilia della visita in Sardegna del ministro dell'Interno Angelino Alfano, atteso domani nel capoluogo sardo.
Nell'Isola, dove le intimidazioni trovano terreno fertile nelle controversie legate all'urbanistica, agli usi civici e alla gestione dei rifiuti ma anche nell'abusivismo edilizio, nel fotovoltaico e nelle energie rinnovabili in genere, le province con il più altro numero di attentati sono Cagliari (35 casi), Oristano (31) e Nuoro (25), seguite dall'Ogliastra (17) e Sassari (13). Nella maggior parte – 91 su un totale di 136 episodi – i fatti si verificano in piccoli comuni, spesso sotto i 5.000 abitanti. Non è un caso se Sardegna e Calabria sono le regioni con la più alta concentrazione di piccoli e piccolissimi centri, meno di mille abitanti.
Nel mirino soprattutto sindaci (43 casi), beni di proprietà comunale (29), assessori (26) e consiglieri (19). Le formule intimidatorie vanno da minacce a scritte murali o volantini anonimi, recapito di proiettili e carcasse di animali (65), danneggiamenti (39). Quasi impossibile risalire agli autori: in 122 casi su 136, l'89,7%, la mano resta ignota, solo in 14 episodi si è riusciti a trovare il responsabile.
"E' stato un lavoro utile per capire che si tratta di un fenomeno che ha radici nel tempo e che si trasforma ma resta presente – dice all'Ansa il senatore di Sel, Luciano Uras, componente della Commissione – Chi amministra lo fa in prima linea, tra una esigua qualità delle risposte dello Stato e degenerazioni della società che richiedono una trasformazione culturale che tarda ad arrivare". 

Alfano. Alla vigilia della visita in Sardegna del ministro dell'Interno Angelino Alfano, segnale di attenzione dopo l'escalation di attentati contro i sindaci, la commissione Autonomia del Consiglio regionale, presieduta da Francesco Agus (Sel), ha approvato oggi all'unanimità una risoluzione in cui si chiede "con urgenza" la revisione della normativa in materia di tutela degli amministratori locali, più specificatamente per tutelare sindaci, assessori e consiglieri comunali".
E nel contesto di riordino degli enti locali si sollecita di "considerare e limitare i pericoli ai quali sono esposti gli amministratori dei piccoli comuni". La risoluzione sarà consegnata ad Alfano in occasione dell'incontro previsto domattina in Prefettura a Cagliari.
"Occorre attivare un confronto costante tra il Consiglio regionale, il Consiglio delle Autonomie locali e le associazioni dei Comuni per garantire la massima tutela possibile ai pubblici amministratori – spiega Agus – E' inoltre uregente che il Governo nazionale tenga ben presente quali sono le peculiarità della realtà sarda rispetto a quella italiana e favorisca azioni che attestino la vicinanza agli amministratori con indagini più stringenti, visto che l'89,7% degli atti intimidatori è compiuto da mano ignota".