"Un uomo serio e affabile, un imprenditore innovatore che ancora credeva nel proprio Paese".
Così il coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi, ricorda Guido Ghisolfi, l'industriale piemontese morto suicida ieri.
La multinazionale Mossi&Ghisolfi è impegnata proprio nel Sulcis in un progetto di realizzazione di una bioraffineria per produrre 80 mila tonnellate l'anno di eco-carburante di seconda generazione da canne, paglia e altre materie prime di origine non alimentare. Un progetto osteggiato dagli ambientalisti sardi, ma difeso da Cherchi, già senatore del Pd ed ex presidente della Provincia di Carbonia Iglesias. "Ho conosciuto Guido Ghisolfi come persona seria e affabile con tutti. Nessuna presunzione pur essendo a capo di un gigante industriale. Come imprenditore è stato un innovatore – afferma Cherchi -.
L'originale invenzione per ricavare carburante dalla paglia ha ricollocato la chimica italiana all'avanguardia nel mondo e ha aperto la strada per ricavare materiali dai sottoprodotti cellulosici. Aveva accolto l'invito del Governo Letta ad investire nelle aree del Sud. Non lo aveva fatto per sei/sette punti percentuali di incentivo pubblico. Ne avrebbe avuto molto di più in Slovenia e in Croazia. Al dunque era un imprenditore italiano che ancora credeva nel proprio Paese", conclude Tore Cherchi.
Uncategorized Suicida Ghisolfi, l’imprenditore del biofuel nel Sulcis, Cherchi: “Era serio e affabile”
Suicida Ghisolfi, l’imprenditore del biofuel nel Sulcis, Cherchi: “Era serio e affabile”







