top-ten-alberghi-meno-cari-c-and-rsquo-and-egrave-anche-cagliari

C'è anche Cagliari nella top ten delle città dove i viaggiatori hanno speso di meno nel corso del 2014: 87 euro per camera a notte. Nel capoluogo sardo i prezzi degli alberghi hanno subito un lieve incremento, pari al +1 per cento. E' quanto risulta da un report curato da Hotels.com, azienda attiva nella prenotazione di hotel online.
A livello nazionale sono aumentati del 2 per cento i prezzi degli hotel, chi ha soggiornato negli alberghi italiani ha speso in media 125 euro per camera a notte. Tre località campane dominano il podio: Capri, Positano e Ravello. Capri, la perla della Costiera Amalfitana, si posiziona in testa: i prezzi degli hotel hanno raggiunto nel 2014 una media di 218 euro, 12 in più rispetto al 2013. Al quarto e quinto posto della classifica si posizionano Bellagio e Taormina.
Pompei, Brescia e Padova sono invece le più convenienti. 

"Non c'è solo un aspetto positivo nella rilevazione che pone Cagliari nella top ten delle città dove i viaggiatori hanno speso di meno nel corso del 2014, ma occorre evidenziare anche un lato oscuro che riguarda gli effetti della crisi nel settore e la concorrenza sleale da parte degli abusivi, che tende a livellare i prezzi verso il basso".
Così il presidente di Federalberghi Sardegna, Paolo Manca, commenta i dati del report curato da Hotels.com.
Il presidente di Federalberghi Sud Sardegna e vice presidente regionale, Mauro Murgia, spiega che il capoluogo "è molto conveniente per i turisti, sia per i pernottamenti che per la ristorazione. Ha un aeroporto vicinissimo alla città con collegamenti per tutte le tasche e offre tanto anche sotto altri aspetti che completano l' offerta di ospitalità (cultura, mare, svago, sport). Inoltre la città, negli ultimi anni, si è trasformata diventando più fruibile dai turisti e si attendono con grande fiducia i completamenti dei lavori del centro dello shopping, del Lungomare Poetto e delle nuove linee metropolitane".
Però c'è anche un rovescio della medaglia. "I prezzi degli alberghi – spiegano Manca e Murgia – sono fermi da diversi anni nonostante gli aumenti esagerati di alcuni costi fissi, in primis il costo del lavoro che solo nell' ultimo anno è salito di circa il 5%, perché nel mercato sono presenti parecchie strutture abusive che generano vantaggi solo per i proprietari e conseguentemente evasione e lavoro nero. La conseguenza indiretta è anche il rischio di far perdere posti di lavoro perché, in un mercato dove le regole sono diverse fra 'regolari' e abusivi, i 'regolari' devono agire sulle voci di spesa più alte, cioè quelle del personale dipendente".