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“Se non andrà in porto la vendita dello stabilimento "la Montgomery Watson Harza, MWh società anglo americana, ha messo nero su bianco il Piano: smantellamento impianti Alcoa Portovesme-Italia. Un piano dettagliato che prevede di radere al suolo gli impianti Alcoa di Portovesme. Demolizione pezzo per pezzo. Cancellato per sempre il piano di rilancio dell'alluminio primario e soprattutto la fine delle speranze per gli oltre mille lavoratori coinvolti nel polo industriale", lo ha denunciato il deputato di Unidos Mauro Pili che ha presentato una interrogazione e sollecitato "un Decreto Sulcis alla pari di quello dell'Ilva per reagire e non morire di stenti dinanzi alla negligenza di Stato e Regione".
"E' assurdo che si sia arrivati a questo punto con un piano di dettaglio per demolire lo stabilimento dopo tre anni di nulla di fatto, di promesse e memorandum rivelatisi sino ad oggi destituiti di ogni reale consistenza. Il piano è stato trasmesso alla Regione e al Governo – ha aggiunto Pili – ma tutti si sono guardati bene dal renderlo pubblico. Dopo la drammatica decisione di licenziare tutti i lavoratori già a dicembre scorso ora si corre il serissimo rischio che tra qualche mese inizino le operazioni di demolizioni dello stabilimento. Il progetto è stato commissionato dall'Alcoa e affidato ad una delle più grandi società al mondo di progettazioni industriali. E' previsto di radere al suolo quasi tutto, tranne uffici e un capannone. Si tratta di una superficie di 58 ettari".
"Nel Piano – ha spiegato Pili – è scritto nel caso in cui non si realizzassero le condizioni previste da tali impegni (nell'ambito della vertenza per la vendita dello stabilimento) Alcoa intende procedere allo smantellamento degli impianti, alla demolizione delle strutture e alla bonifica del sottosuolo, poiché considera queste attività propedeutiche alla riqualificazione dell'area da parte di nuovi operatori nel rispetto di quanto previsto dagli organi competenti in materia di gestione e pianificazione del territorio". Il progetto "è fin troppo chiaro – ha spiegato il deputato – lo Stato non decide, nessuno compra, siamo obbligati a smantellare gli impianti per via delle leggi ambientali".