Sono scesi dalla gru, all'interno del cantiere nuraghe a Carbonia, gli operai che lavorano per il Parco Geominerario, dipendenti della società Dalcas, che sono saliti questa mattina per protesta contro il mancato pagamento degli stipendi. Domani a mezzogiorno è stato fissato un incontro col prefetto di Cagliari, Alessio Giuffrida, e in giornata dovrebbe essere organizzato anche un incontro in Regione.
"Ho parlato con il capo di gabinetto della presidenza della Giunta Regionale per fissare a breve un appuntamento per definire il problema. I lavoratori sostengono di non ricevere da due mesi lo stipendio nonostante la società per la quale sono impiegati abbia ricevuto le risorse", lo ha spiegato il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, che ha seguito la vertenza e si è recato questa mattina nel cantiere dove è stata messa in atto la clamorosa forma di protesta.
Protesta va avanti a Gonnosfanadiga. Inizialmente, questa mattina, erano in quattro. Nel pomeriggio sono diventati una decina dopo la fine della giornata di lavoro nei vari cantieri sparsi nel territorio. Gli operai di Gonnosfanadiga, e del Medio Campidano, che lavorano nel Parco Geominerario per conto della ditta Alcas, i cui 180 dipendenti non ricevono gli stipendi da alcuni mesi (l'ultimo è quello di dicembre, pagato a gennaio) stanno occupando ad oltranza l'ufficio del sindaco Sisinnio Zanda, per dare un ulteriore segnale di protesta che gli altri compagni di lavoro stanno conducendo a Cagliari (Assessorato regionale del Lavoro) e Carbonia (cantiere del nuraghe).
"Non andremo via dall'ufficio del sindaco – ha precisato Ettore Colombo, uno dei quattro operai che hanno dato inizio alla protesta nel municipio di Gonnosfanadiga – finché la società per cui lavoriamo non ci pagherà gli stipendi arretrati.
Abbiamo tutti famiglie da mantenere, bollette in scadenza, figli da mandare a scuola e quei soldi che ci siamo guadagnati con il lavoro ci servono urgentemente. Siamo stanchi delle promesse e dei rinvii".







