Al grido "La scuola non si tocca" i bambini delle scuole e pluriclassi soppresse dal Piano di dimensionamento scolastico hanno protestato davanti al palazzo della Regione a Cagliari, assieme ai genitori, agli insegnanti ed ai sindaci di 14 Comuni del Nord, Centro e Sud dell'Isola per chiedere alla Giunta regionale di sospendere per un anno il Piano 2015-2016.
A manifestare a Cagliari si sono ritrovate almeno 300 persone arrivate con auto e pullman, ma sono attesi ancora altri autobus. La delegazione dei sindaci è stata ricevuta dal capo di gabinetto della presidenza della Giunta, Filippo Spanu. Durante la rumorosa protesta con trombe da stadio e fischietti, i bambini hanno tenuto in mano un cartello con la scritta "Io non sono un numero".
L'ultimatum dei sindaci. Se entro il 17 marzo, giornata in cui si riunirà la commissione Cultura del Consiglio regionale per il parere sul piano di dimensionamento delle scuole, non arriverà una risposta della Giunta sulla richiesta di moratoria di un anno per la chiusura di 29 pluriclassi, i sindaci del nord Sardegna presenteranno ricorso al Tar contro il piano.
Si è concluso con una sorta di tregua armata l'incontro tra una delegazione di primi cittadini, protagonisti oggi di una clamorosa protesta davanti al palazzo della Regione a Cagliari, e i capi di gabinetto della presidenza della Giunta, Filippo Spano, e dell'assessorato all'Istruzione, Giuseppe Dessena.
I sindaci hanno annunciato una riunione con l'Anci per lunedì 16 nella quale valutare e discutere come muoversi nel caso si imboccasse la via giudiziaria davanti al Tar. "La scelta deve essere pluriclassi sì o pluriclassi no. Se si decide di chiudere si chiudano tutte", hanno chiarito i primi cittadini.
Peru, Fi. "Un Piano fallito prima ancora di essere approvato", così Antonello Peru (Fi), vicepresidente del Consiglio regionale, definisce il Piano di dimensionamento scolastico promosso dalla Giunta Pigliaru.
"L'esecutivo – prosegue Peru – tradisce il primo punto del programma del presidente e lo fa calando le decisioni dall'alto, senza alcun confronto con i sindaci. Nonostante le belle parole dell'assessore Firino e dei suoi compagni di Sel la verità è che le scuole dei piccoli comuni vengono chiuse, esattamente come le poste, le banche ed altri servizi, desertificando il territorio.
Resta ancora irrisolto il nodo dell'accompagnamento e dell'assistenza agli studenti diversamente abili. Insomma quella della Giunta Pigliaru è sempre più una scuola solo per ricchi e per chi abita nelle grandi città".







