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Cultori e appassionati della limba ancora in rivolta. Il Coordinamento sardu ufitziale (Csu) denuncia: il Servizio Lingua Sarda della Regione non è più a se stante ma viene accorpato con il Servizio Editoria e Informazione.

"Rimangono le funzioni – spiega il Csu – ma l'autonomia della politica linguistica non sarà più la stessa. Un modo silenzioso per arrestare il processo di promozione e pianificazione linguistica in nome dell'efficienza e della razionalizzazione dei servizi e delle risorse dell'assessorato. La questione linguistica viene così degradata e ridotta ai minimi termini. D'ora in avanti saranno direttamente i funzionari a occuparsi di lingua e non più un dirigente di primo livello a tempo pieno".

Per il Coordinamento un passo indietro: "Il percorso intrapreso da questa Giunta – attacca il Csu – rischia di riposizionare la politica linguistica al periodo precedente l'era Soru, di ripresentarla sotto le vesti di attività semi professionale e semi folcloristica che guarda al sardo come a un'area dialettale fatta da varianti e non a una lingua normale. Questo vuoto di contenuti sarà magari riempito da leggine, mozioni varie, interviste e convegni pletorici, con il solo scopo da un lato di ritrasformare il movimento linguistico in un insieme di 'richiedenti contributi' per le più pallide finalità e dall'altro di far dimenticare in fretta le azioni e i risultati concreti degli ultimi otto anni".

Un altro siluro alla Regione: "Non ha più promosso la scrittura di atti in lingua ufficiale – aggiunge il Csu – la posizione in merito alla promozione dello standard scritto Limba Sarda Comuna non è mai stata chiara, mentre sempre di più si presta il fianco alla dialettizzazione della lingua mediante la bonarietà verso altre proposte di standard locali, campanilistici e personali"